Il settore ceramico lancia un grido d’allarme. Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria ceramica, ha espresso forte preoccupazione durante l’assemblea annuale dell’associazione, sottolineando la necessità di interventi urgenti e mirati per salvaguardare l’industria ceramica. Senza un sostegno immediato, il settore rischia di soccombere di fronte alla concorrenza internazionale, spesso caratterizzata da standard ambientali, sociali e salariali meno rigorosi, e talvolta supportata da pratiche di dumping o aiuti di Stato. Il rischio è quello di rivivere le difficoltà già affrontate dal settore automotive, con gravi ripercussioni sull’occupazione.
Le richieste di confindustria ceramica: Misure immediate per proteggere il settore
Ciarrocchi, eletto presidente per il biennio 2024-2025 e proveniente dal distretto di Civita Castellana, ha sottolineato l’urgenza di agire. In particolare, ha chiesto l’adozione di misure già previste dalla normativa vigente. Tra queste, l’inserimento della ceramica nel Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo dell’Unione Europea che impone un prezzo sul carbonio per le importazioni di beni ad alta intensità energetica, il rimborso agli esportatori e la semplificazione dell’Ets (Emission Trading System) per le piccole e medie imprese. Queste misure, secondo Ciarrocchi, sono fondamentali per proteggere il settore ceramico dalle distorsioni del mercato e garantire una transizione sostenibile.
Il mercato delle costruzioni e il settore delle piastrelle: Un quadro in chiaroscuro
Il mercato italiano delle costruzioni, dopo la crescita trainata dal bonus fiscale, sta vivendo una fase di inversione del ciclo, con una flessione del 2,6% e prospettive di ulteriore peggioramento nel prossimo biennio. A livello mondiale, si prevede un incremento dello 0,2% dopo quattro anni di cali, con una crescita più sostenuta in Europa occidentale (1,7%), America Latina (2,7%) e soprattutto nei Paesi del Golfo (3,6%) e in Nord Africa e Medio Oriente (4,2%). Per quanto riguarda il settore delle piastrelle di ceramica, si prevede un moderato recupero delle vendite nel 2025, con un incremento del 2%, pari a circa 386 milioni di metri quadrati, di cui 300 milioni di metri quadrati oltreconfine (+2,4%) e poco più di 35 milioni di metri quadrati sul mercato domestico, in sostanziale parità rispetto all’anno precedente (+0,8%). Si prevede inoltre un recupero del 5% nella produzione del 2025, anche se l’anno si sta chiudendo con una flessione rispetto al 2024.
Mercato globale e resilienza
La situazione del mercato delle costruzioni e del settore delle piastrelle presenta un quadro complesso, con luci e ombre. Da un lato, la flessione del mercato italiano delle costruzioni rappresenta una sfida per il settore ceramico, che dipende in larga misura dalla domanda interna. Dall’altro, il recupero delle vendite e della produzione, insieme alla crescita dei mercati internazionali, offre opportunità di crescita e sviluppo. In questo contesto, gli interventi urgenti e mirati richiesti da Confindustria ceramica sono fondamentali per sostenere il settore, proteggerlo dalla concorrenza sleale e garantire la sua competitività a livello globale.