Alessandro Romoli è stato riconfermato presidente della Provincia di Viterbo in seguito allo spoglio avvenuto a palazzo Gentili. L’elezione, caratterizzata da una candidatura unica, ha visto un’ampia partecipazione e ha fornito dati significativi per il futuro governo del territorio. Romoli ha ottenuto 507 voti.
Affluenza e partecipazione: Un segnale forte dal territorio
L’affluenza alle urne ha raggiunto numeri considerevoli, con 538 amministratori su 746 aventi diritto che hanno espresso il proprio voto. Un dato di particolare rilevanza politica è la partecipazione massiccia dei primi cittadini: tutti e 60 i sindaci della Tuscia si sono recati alle urne. Questo risultato conferisce al presidente uscente una solida legittimazione istituzionale, che va al di là delle appartenenze partitiche. Non sono mancati messaggi ironici nelle schede, tra cui cuoricini e appellativi goliardici.
Il conteggio finale ha registrato anche 31 schede bianche o nulle. Tra queste ultime, sono emerse note di colore, come cuoricini disegnati a mano, l’appellativo di “democristiano” rivolto al candidato e alcuni disegni scherzosi.
Le priorità di romoli: Governo del territorio e appello al governo centrale
Romoli ha espresso la sua soddisfazione per il risultato, sottolineando l’importanza dell’unità territoriale. “La legittimazione che proviene dal voto di tutti i sindaci del territorio è un elemento assolutamente importante”, ha dichiarato. “Avverto la responsabilità del governo legata alla partecipazione di tutti. Tenteremo, come abbiamo già fatto, di lavorare nell’interesse esclusivo del territorio per salvaguardare le nostre competenze”.
Il presidente ha delineato le priorità per il suo mandato, ponendo l’accento sul governo della cosa pubblica, con particolare attenzione all’edilizia scolastica, alla viabilità, all’ambiente e alla riorganizzazione del patrimonio. Romoli ha poi esteso il suo sguardo oltre i confini di Viterbo, rivolgendo un appello al governo centrale affinché rivaluti il ruolo dell’ente Provincia e ripristini il voto dei cittadini per l’elezione degli organi provinciali. “La Provincia merita di essere rivalutata anche a livello nazionale. Sono certo e spero che non tarderà la riforma nazionale, che dovrà prevedere il ritorno al suffragio universale per l’elezione degli organi e, soprattutto, la riattribuzione di competenze e risorse”, ha affermato.
Il ruolo strategico della tuscia nel contesto regionale
Romoli ha concluso sottolineando il ruolo strategico della Tuscia nel contesto regionale, evidenziando come la Provincia sia l’ente di riferimento primario per i comuni e un elemento fondamentale per garantire il governo dell’area vasta. “Soprattutto in una regione come il Lazio, che ha al suo interno la capitale d’Italia, è necessario valorizzare enti come questo, capaci di far fronte alle criticità locali”, ha aggiunto.