Il settore culturale della Tuscia ha mostrato segnali di vivace ripresa nel corso del 2025, con un incremento significativo degli occupati e una notevole affluenza di visitatori nei musei e nei siti archeologici della regione. Un’analisi approfondita dei dati Istat rivela un quadro complesso e in evoluzione, caratterizzato da una crescita degli introiti e da un rinnovato interesse per il patrimonio culturale locale. Questo articolo esplora i dati relativi ai visitatori, agli introiti e alle tendenze del settore culturale nella provincia di Viterbo, fornendo una panoramica completa della sua performance nel contesto regionale e nazionale.
Aumento degli occupati nel settore cultura e crescita degli spettacoli nel 2025
Nel primo semestre del 2025, il settore culturale della Tuscia ha registrato un aumento del 2,6% degli occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato, accertato dall’Istat attraverso un’analisi approfondita delle statistiche relative ai vari protagonisti del comparto, testimonia un rinnovato dinamismo del settore e una crescente attenzione verso le professioni legate alla cultura. Parallelamente, nel corso del 2024, gli spettacoli cinematografici e dal vivo hanno registrato una crescita significativa, con un aumento del 6,2% rispetto al 2023. Anche il numero di spettatori ha subito un incremento, seppur più contenuto, con un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente. Questi dati suggeriscono un rinnovato interesse del pubblico verso le forme di intrattenimento culturale e un progressivo ritorno alla normalità dopo le restrizioni imposte dalla pandemia.
Performance dei musei della provincia di viterbo: Dati sui visitatori e sugli introiti
Per quanto riguarda i musei della provincia di Viterbo, nel corso del 2025 si è registrata un’affluenza complessiva di 45.617 visitatori, di cui 28.710 hanno visitato musei a pagamento e quasi 17mila istituti gratuiti. Nello specifico, tra i visitatori dei musei a pagamento, 9.600 hanno acquistato il biglietto, mentre oltre 19mila hanno usufruito di ingressi gratuiti. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti hanno raggiunto circa 52mila euro, posizionando la provincia di Viterbo al terzo posto in tutta la regione Lazio per quanto riguarda gli incassi museali. È importante sottolineare che i dati relativi ai visitatori sono stati rilevati attraverso diverse modalità, a seconda della tipologia di museo: per gli istituti a pagamento, si è fatto riferimento ai biglietti emessi, mentre per quelli gratuiti si sono utilizzate stime o rilevazioni basate sul registro delle presenze o su dispositivi conta-persone. Allo stesso modo, i dati relativi agli introiti sono stati calcolati al lordo e al netto delle quote spettanti ai concessionari del servizio di biglietteria, ove presenti.
Monumenti, aree archeologiche statali e archivio di stato: Un patrimonio in crescita
Se si prendono in considerazione anche i monumenti e le aree archeologiche statali presenti nella provincia di Viterbo, il numero dei visitatori sale vertiginosamente, raggiungendo quasi 341mila presenze, con un introito complessivo di oltre un milione di euro. Questi dati confermano il grande interesse del pubblico verso il patrimonio storico e archeologico della regione e la sua capacità di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. Un dato più contenuto, ma comunque significativo, è quello relativo all’Archivio di Stato viterbese, che nel corso del 2025 ha registrato 629 presenze, di cui 6 di nazionalità straniera. Questi numeri, seppur modesti, testimoniano l’importanza dell’archivio come luogo di ricerca e di conservazione della memoria storica del territorio.
Fonti e metodologia di raccolta dati per il settore culturale.
I dati presentati in questo articolo sono stati raccolti ed elaborati a partire dai risultati delle principali rilevazioni dell’Istat, tra cui l’Indagine sui musei e le istituzioni similari, l’Indagine sulle imprese, l’Indagine Aspetti della vita quotidiana, il Registro statistico delle imprese attive e i Conti e aggregati economici delle pubbliche amministrazioni. Oltre alle fonti interne all’Istat, si sono utilizzate anche statistiche derivate di Contabilità nazionale e fonti esterne all’Istituto, come il Ministero della Cultura, l’ICCU e la SIAE. L’utilizzo di una pluralità di fonti e di metodologie di rilevazione ha permesso di ottenere un quadro completo e affidabile della situazione del settore culturale nella Tuscia, fornendo una base solida per l’analisi delle tendenze e per la definizione di politiche di sviluppo del settore.