Nonostante l’ordinanza sindacale volta a vietare l’accensione di petardi e fuochi d’artificio, la città di Viterbo è ancora teatro di continue esplosioni. I residenti esprimono frustrazione per la mancanza di controlli e il mancato rispetto del divieto, percepito come un mero atto formale senza conseguenze concrete. La situazione solleva interrogativi sull’efficacia delle ordinanze e sulla capacità di garantire la sicurezza pubblica e il benessere degli animali.
Segnalazioni dal cuore della città e dai quartieri
Le segnalazioni di esplosioni e fuochi d’artificio illegali giungono da diverse zone della città, con particolare intensità nel centro storico. Una residente ha denunciato come via Marconi e piazza della Repubblica siano state trasformate in zone di spari indiscriminati. La domanda che sorge spontanea è dove siano i vigili urbani preposti al controllo e al rispetto dell’ordinanza. La situazione non sembra migliorare nei quartieri più popolosi, dove le tradizioni legate ai festeggiamenti con botti e fuochi d’artificio appaiono radicate e difficili da sradicare. Cittadini segnalano episodi simili anche nelle zone di Pilastro, Ellera e Santa Barbara, evidenziando una diffusa inosservanza delle disposizioni comunali.
Il nodo cruciale dei controlli e delle sanzioni
Il fulcro del dibattito riguarda l’effettiva applicazione dell’ordinanza e la reale volontà di farla rispettare. Molti cittadini di Viterbo percepiscono l’ordinanza come una semplice “operazione di facciata” priva di un riscontro pratico in termini di sanzioni e controlli. C’è chi lamenta come, in passato, ordinanze simili siano state sistematicamente ignorate senza alcuna conseguenza per i trasgressori. Questo genera un senso di impunità e alimenta la frustrazione tra coloro che si sentono danneggiati dai botti e dai fuochi d’artificio. Alcuni residenti sottolineano il paradosso di una situazione in cui la vendita di questi prodotti è legale, mentre il loro utilizzo è vietato, definendo il provvedimento come un modo per dare un’immagine di attenzione all’ambiente senza però affrontare il problema alla radice.
Tra realismo e fattibilità
Non mancano voci che, pur condividendo l’obiettivo di ridurre l’inquinamento acustico e proteggere gli animali, sollevano dubbi sulla fattibilità di un controllo capillare del territorio durante le festività. L’ironia di chi si aspetterebbe “la perquisizione di ogni abitazione” evidenzia la difficoltà oggettiva per le forze dell’ordine di intervenire tempestivamente in ogni situazione di violazione. La questione resta aperta, con la necessità di trovare un equilibrio tra la tutela della sicurezza pubblica, il rispetto delle tradizioni e la possibilità concreta di far rispettare le ordinanze.