In occasione del primo anniversario della “protesta dei trattori”, che lo scorso anno ha visto gli agricoltori italiani mobilitarsi in massa bloccando i principali snodi stradali, gli operatori agricoli della provincia di Viterbo si preparano a tornare in piazza. La nuova manifestazione, in programma lunedì al casello autostradale di Orte con inizio alle ore 9, si pone l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla grave crisi che sta affliggendo il comparto produttivo nazionale.
Le ragioni della protesta: Concorrenza sleale e costi insostenibili
L’iniziativa, definita apolitica e priva di sigle sindacali, nasce dalla volontà di denunciare la concorrenza sleale derivante dall’importazione di prodotti esteri che non rispettano i rigidi standard di sicurezza alimentare vigenti in Italia. Gli agricoltori chiedono l’introduzione di dazi o di sistemi di controllo più severi, al fine di tutelare la salute pubblica e l’autenticità del marchio nazionale. Un’altra istanza fondamentale riguarda la necessità di interventi strutturali volti a mitigare l’insostenibile aumento dei costi di produzione, che sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle aziende agricole.
Le richieste degli agricoltori: Pensioni dignitose e tutele per il settore
Oltre alle questioni legate alla concorrenza e ai costi, i promotori della manifestazione sottolineano l’importanza di garantire trattamenti pensionistici dignitosi per i lavoratori del settore agricolo. La protesta si configura quindi come un’occasione per rivendicare il giusto riconoscimento del ruolo fondamentale che gli agricoltori svolgono per l’economia e la società italiana, chiedendo al governo interventi concreti e mirati a sostegno del comparto.
Un anniversario che segna la continuità di una battaglia
La manifestazione di Orte rappresenta dunque un momento di riflessione e di mobilitazione per gli agricoltori del viterbese, che continuano a lottare per la difesa del proprio lavoro e per la salvaguardia del settore agricolo nazionale. Un anniversario che, lungi dal rappresentare un punto di arrivo, segna la continuità di una battaglia ancora aperta, nella speranza di ottenere risposte concrete e durature da parte delle istituzioni.