Energia pulita

L’Unitus ospiterà ricercatori europei per il Fusenet Phd Event 2026 sulla fusione nucleare

L'università della tuscia si aggiudica l'evento annuale di riferimento per i dottorandi europei nel campo della fusione nucleare e consolida il suo ruolo nella ricerca

L’Unitus ospiterà ricercatori europei per il Fusenet Phd Event 2026 sulla fusione nucleare

L’Università della Tuscia si prepara ad accogliere giovani ricercatori provenienti da tutta Europa in occasione del FuseNet PhD Event 2026, un evento che punta i riflettori sulla fusione nucleare, la nuova frontiera della ricerca energetica. Questa importante occasione vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui Francesco Sciortino, ceo di Proxima Fusion, una startup all’avanguardia nello sviluppo della prima centrale di fusione nucleare, prevista per il 2031. L’evento rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto dall’Unitus nel campo della ricerca sulla fusione nucleare.

Il ruolo attivo dell’unità nella ricerca e nella collaborazione internazionale

L’Unitus non si limita ad ospitare l’evento, ma partecipa attivamente alla ricerca sulla fusione nucleare. Il professor Giuseppe Calabrò, vice direttore del Dipartimento deim e docente di Elettrotecnica, tecnologie per la fusione nucleare e informatica industriale dell’Unitus, sottolinea l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per accelerare lo sviluppo di questa tecnologia. L’università collabora sia con Proxima Fusion che con i ricercatori della Technical University of Munich, che hanno individuato 900 siti in Europa, di cui 196 in Italia (due dei quali nella Tuscia), potenzialmente idonei ad ospitare una centrale per la fusione. I dottorandi dell’Unitus, provenienti prevalentemente dalla Tuscia, hanno l’opportunità di svolgere periodi di studio e ricerca presso queste startup.

Il fusenet phd event 2026: Un riconoscimento per l’unitus

Il FuseNet PhD Event 2026 rappresenta un importante riconoscimento per l’Unitus, che da tempo si dedica alla ricerca nel campo della fusione nucleare. Dieci anni fa, è nato il gruppo di ricerca dell’Unitus, che oggi collabora a livello internazionale. Il gruppo si concentra su un esperimento che simula le condizioni di confinamento magnetico per studiare il plasma, il quarto stato della materia, essenziale per la fusione. La fusione nucleare, a differenza della fissione, è considerata una fonte di energia pulita e sicura, in quanto non produce scorie radioattive a lunga durata e utilizza combustibili abbondanti in natura. La ricerca in questo campo è fondamentale per lo sviluppo di una fonte di energia sostenibile per il futuro.

Il contributo di francesco sciortino e proxima fusion

Francesco Sciortino, originario di Viterbo, è un esempio di eccellenza italiana nel campo della fusione nucleare. Dopo aver studiato al Ruffini, si è laureato a Londra e ha conseguito un dottorato al Mit di Boston. Sciortino collabora con l’Unitus e tiene lezioni sia in presenza che online. La sua startup, Proxima Fusion, è in prima linea nello sviluppo della tecnologia per la fusione nucleare e prevede di realizzare la prima centrale entro il 2031. La presenza di Sciortino all’evento FuseNet PhD Event 2026 testimonia il valore della collaborazione tra università, ricerca e industria per raggiungere obiettivi ambiziosi nel campo dell’energia del futuro.