Si è concluso con una condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione il processo per abusi e violenze ai danni di una donna di 39 anni, che si sono consumati tra le mura domestiche di Ronciglione. La sentenza, emessa dal tribunale, pone fine ad un lungo periodo di sofferenze per la vittima e segna un punto fermo nella lotta contro la violenza di genere.
Un incubo tra le mura domestiche
La vicenda si svolge in un’abitazione di Ronciglione, dove un uomo di 32 anni, originario dell’America centrale, conviveva con la compagna 39enne e i loro due figli di 2 e 10 anni. Dietro l’apparente normalità di una famiglia, si celava un incubo di abusi e violenze che ha segnato profondamente la vita della donna.
Il processo e la sentenza
Il processo, celebrato con rito abbreviato, ha visto l’ex compagno della donna accusato di maltrattamenti e violenza sessuale aggravati. La pubblica accusa, rappresentata dal pm Michele Adragna, aveva richiesto una condanna a sei anni di reclusione. Tuttavia, il collegio giudicante, presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, ha ritenuto la pena insufficiente, infliggendo una condanna più severa, pari a sette anni e quattro mesi di reclusione. La decisione del tribunale ha messo in evidenza la gravità delle violenze subite dalla donna e ha voluto dare un segnale forte contro ogni forma di abuso.
La testimonianza della vittima
Durante il processo, la donna, assistita dall’avvocato Dominga Martines, ha ripercorso con coraggio e dignità gli anni di sofferenze e umiliazioni subite. Con voce rotta dall’emozione, ha raccontato di violenze fisiche e psicologiche, esplose con particolare ferocia tra il 2023 e il 2024. Ha descritto episodi di violenza sessuale, costrizioni a rapporti intimi nonostante fosse in cura per una grave malattia e sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Ha inoltre narrato di un episodio in cui è stata sbattuta contro il muro e tirata per i capelli mentre era incinta del secondo figlio. La sua testimonianza ha fornito un quadro drammatico della situazione e ha contribuito a far luce sulla gravità delle violenze subite. Le sue parole hanno commosso e scosso l’aula, portando alla luce la brutalità e la disumanità delle azioni compiute dall’ex compagno.
Una storia di dolore e di rinascita
Questa vicenda rappresenta una storia di dolore e di sofferenza, ma anche di coraggio e di rinascita. La donna ha trovato la forza di denunciare il suo aguzzino e di intraprendere un percorso di ricostruzione della propria vita. La sentenza del tribunale rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro la violenza di genere e un segnale di speranza per tutte le donne che si trovano in situazioni simili.