La questione del rinnovo del Consiglio provinciale di Viterbo si fa più complessa, con diverse strategie politiche e vincoli tecnici da considerare. Il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha espresso l’intenzione di non rispettare la scadenza naturale del 20 marzo, aprendo un dibattito sulle tempistiche più opportune per procedere al rinnovo dell’assemblea.
La posizione del presidente romoli e le strategie politiche
Durante l’ultima seduta del consiglio, il presidente Alessandro Romoli ha ufficializzato l’intenzione di estendere i tempi per il rinnovo del Consiglio provinciale, una possibilità già ventilata nelle scorse settimane. Romoli ha ricordato che, sebbene la scadenza sia fissata per il 20 marzo, la normativa vigente consente di posticipare il voto fino a novanta giorni dopo tale data. Tuttavia, ha assicurato che la decisione finale non sarà presa unilateralmente, ma sarà frutto di una concertazione politica con le diverse forze rappresentate in consiglio, attraverso la conferenza dei capigruppo.
Emergono diverse strategie politiche in merito alla tempistica del voto. L’orientamento di palazzo Gentili sembrerebbe quello di sfruttare appieno la finestra temporale concessa dalla legge Delrio, posticipando le elezioni a ridosso del termine ultimo di giugno. Questa strategia mirerebbe a evitare la concomitanza con le elezioni amministrative che interesseranno tre comuni della Tuscia: Bomarzo, Blera e Civita Castellana. Questi comuni, a causa dell’emergenza Covid, avevano dovuto posticipare le elezioni del 2020 all’anno successivo. In particolare, Civita Castellana, guidata da una maggioranza di centrodestra e dal sindaco Luca Giampieri, riveste un’importanza cruciale nel sistema del voto ponderato, data la sua rilevanza demografica all’interno della provincia.
Vincoli tecnici e il corpo elettorale
L’ipotesi di attendere l’esito delle elezioni comunali per ridefinire gli equilibri in Consiglio provinciale si scontra con un vincolo tecnico previsto dalla normativa elettorale di secondo livello. La legge stabilisce che il corpo elettorale, composto dai sindaci e dai consiglieri aventi diritto al voto, non venga aggiornato al giorno prima delle elezioni, ma “cristallizzato” al 35° giorno antecedente la data fissata per le provinciali. Questo significa che eventuali cambiamenti negli equilibri politici a livello comunale, derivanti dalle elezioni amministrative, non si rifletterebbero immediatamente nella composizione del corpo elettorale per le provinciali.
Il futuro del consiglio provinciale
La decisione sul rinnovo del Consiglio provinciale di Viterbo rimane quindi incerta, con diverse variabili politiche e tecniche da tenere in considerazione. Nei prossimi giorni si prevede un confronto tra le forze politiche per definire la data più opportuna per le elezioni, tenendo conto delle diverse esigenze e strategie in campo.