Nuove norme in vigore

Nuove regole per gli antifurto a Viterbo: multe fino a 150 euro per allarmi prolungati

Il regolamento di polizia urbana introduce limiti temporali e sanzioni per i dispositivi antifurto che suonano oltre i 20 minuti

Nuove regole per gli antifurto a Viterbo: multe fino a 150 euro per allarmi prolungati

Il cantiere normativo del regolamento di polizia urbana di Viterbo continua a produrre novità, con l’introduzione di nuove regole riguardanti i sistemi antifurto. L’obiettivo è porre fine alle “sinfonie” notturne o diurne causate da impianti guasti, che spesso costringono interi quartieri a subire ore di rumore insopportabile.

Tempi di tolleranza e interventi forzati

Le nuove direttive impongono limiti ferrei: i dispositivi antifurto dovranno essere tarati per non suonare ininterrottamente per più di 5 minuti, con un tetto massimo complessivo che non può superare i 20 minuti. Superata questa soglia, gli agenti della polizia locale e le altre forze dell’ordine avranno il potere di disporre la disattivazione forzata dell’impianto direttamente sul posto. Se a suonare è un veicolo, si potrà arrivare persino alla rimozione con il carro attrezzi per spegnere l’avvisatore acustico in un deposito. Le spese dell’operazione ricadranno sul proprietario, che rischia in aggiunta una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro. Per evitare grane, il cittadino dovrà assicurarsi che, durante la propria assenza, persone di fiducia siano in grado di zittire l’impianto in caso di necessità.

Le perplessità sulle multe e il dibattito politico

La norma ha acceso un vivace confronto tra maggioranza e opposizione. I civici hanno cercato di rassicurare tutti sulle modalità di applicazione della regola, con Umberto Fusco di Viterbo2020 pronto a spiegare le reali tempistiche dell’intervento: “Se si interviene entro 20 minuti non ci sarà la sanzione. Viene applicata la multa solo nel caso sia accertato che il proprietario se ne sia fregato del funzionamento”, garantisce il consigliere. Una rassicurazione che però non ha smosso le convinzioni del Pd, con Alvaro Ricci che non ha nascosto i propri dubbi affermando che “l’aspetto sanzionatorio lascia perplessi”. A dar manforte allo scetticismo dell’opposizione è intervenuta Francesca Sana, sempre in quota Pd, ponendo l’accento sulla differenza sostanziale tra la negligenza cronica e il semplice imprevisto: “Se c’è un malfunzionamento lo scopro solo nel momento che si attiva”. Chiede di valutare con più attenzione le tempistiche e i modi della sanzione: “Se c’è reiterazione è un conto, ma se sono in vacanza e avviene per una sola volta non è giusto che vengo sanzionata”. A chiudere il cerchio e a smorzare i toni ci ha pensato Melania Perazzini di Viterbo2020: “Oggi c’è la tecnologia, con lo smartphone posso bloccare gli allarmi”.

Verso una soluzione tecnologica

La discussione ha evidenziato come la tecnologia possa giocare un ruolo cruciale nella gestione degli antifurto. Con l’uso di smartphone e applicazioni dedicate, i cittadini possono monitorare e disattivare gli allarmi anche a distanza, riducendo così il rischio di incorrere in sanzioni. Questo approccio tecnologico potrebbe rappresentare una soluzione efficace per conciliare la sicurezza delle proprietà con il rispetto del quieto vivere dei cittadini.