Processo in corso

Dieci agenti penitenziari a processo per presunto pestaggio di un detenuto

Il consulente del pm evidenzia lesioni riconducibili a dinamiche diverse in due referti medici contrastanti

Dieci agenti penitenziari a processo per presunto pestaggio di un detenuto

Dieci agenti penitenziari sono stati chiamati a rispondere di lesioni personali aggravate in un processo che ha visto la luce a Viterbo. La vicenda, risalente al dicembre 2018, ha coinvolto un detenuto che, secondo la sua versione, sarebbe stato picchiato dagli agenti durante una perquisizione. La difesa degli imputati è affidata a un team di avvocati guidati da Roberto e Francesco Massatani, Giuliano Migliorati, Marco Mazzatosta, Luca Ragonesi, Patrizia Gallino e Marco Russo.

Le incongruenze nei referti medici

La dottoressa Maria Rosaria Aromatario, medico-legale e consulente del pm Michele Adragna, ha presentato in aula una diagnosi che ha suscitato particolare interesse. Secondo la sua valutazione, le lesioni riportate dal detenuto sarebbero riconducibili a dinamiche diverse. La singolarità della situazione emerge dai due referti medici, uno del carcere e uno ospedaliero, che presentano diagnosi differenti. Il primo evidenziava una perforazione del timpano, mentre il secondo un’abrasione e un edema del condotto uditivo. Queste discrepanze hanno sollevato dubbi sulla dinamica degli eventi e sulle cause delle lesioni.

La versione del detenuto e le accuse

Il detenuto, identificato come De Felice, allora 32enne e detenuto da un mese, ha raccontato di essere stato sottoposto a una brusca perquisizione della cella e poi condotto vicino alle scale, prive di telecamere, dove sarebbe stato picchiato dagli agenti. La moglie Teresa, durante una visita, si sarebbe spaventata per le sue condizioni. La denuncia, diffusa qualche giorno dopo, ha avuto un’eco nazionale. Due degli agenti imputati devono rispondere anche di calunnia e falso, aggiungendo un ulteriore strato di complessità al caso.

Il contesto e le implicazioni

Il processo, che vede imputati dieci agenti del carcere di Viterbo, ha sollevato questioni importanti riguardo alle condizioni di detenzione e al trattamento dei detenuti. La difesa degli agenti, guidata da un team di avvocati esperti, si basa sulla necessità di chiarire le circostanze delle lesioni e di stabilire eventuali responsabilità. La vicenda, che risale al 2018, continua a suscitare interesse e dibattito, riflettendo le tensioni e le sfide che caratterizzano il sistema penitenziario.