L’istituto comprensivo del Carmine a Viterbo non riaprirà le sue porte nel prossimo anno scolastico. Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso della Provincia e del Comune contro la Regione Lazio, la decisione non sarà sufficiente a garantire un ritorno all’autonomia per l’istituto viterbese. La situazione è complessa e richiede un’analisi approfondita per comprendere le implicazioni di questa decisione.
La sentenza del consiglio di stato e le sue implicazioni
Il Consiglio di Stato ha confermato quanto stabilito dal Tar, stabilendo che la Regione Lazio dovrà riesaminare il piano di dimensionamento scolastico. La decisione è stata presa in quanto il procedimento seguito non è stato ritenuto corretto e adeguatamente motivato. In particolare, è stata contestata l’assenza di un percorso completo di confronto istituzionale e il mancato passaggio nella conferenza regionale permanente per l’istruzione, che non aveva potuto esprimere il parere per mancanza del numero legale. Questo ha riaperto la partita sul piano giuridico, ma sul piano concreto poco o nulla cambia per l’anno scolastico 2026-2027.
Le dichiarazioni della segretaria provinciale dello snals
Brunella Marconi, segretaria provinciale dello Snals, ha spiegato che l’istituto del Carmine non ha più un organico proprio e che si sta procedendo con le graduatorie provinciali per le supplenze. Con la mobilità e i trasferimenti fissati al primo settembre 2026, non è possibile tornare indietro. Marconi ha osservato che, se mai si dovesse ipotizzare una “resurrezione” dell’istituto, si parlerebbe eventualmente del 2027. Per il 2026-2027, quindi, non si tocca niente.
Le prospettive future per l’istituto del carmine
La sentenza del Consiglio di Stato arriva quando il meccanismo amministrativo è già andato avanti. Anche se la Regione dovrà riesaminare la decisione, non ci sono i tempi tecnici per ripristinare l’autonomia dell’istituto già dal prossimo anno scolastico. Questo significa che, per il momento, l’istituto del Carmine rimarrà chiuso e gli studenti dovranno continuare a frequentare altre scuole. La situazione rimane in stand-by, in attesa di ulteriori sviluppi che potrebbero arrivare solo nel 2027.