Tragedia in casa di cura

Giovane si toglie la vita in una casa di cura: il padre accusa la struttura

Il processo per omicidio colposo al direttore sanitario, accusato di non aver prevenuto il gesto estremo

Giovane si toglie la vita in una casa di cura: il padre accusa la struttura

In un dramma che ha scosso profondamente la comunità di Soriano nel Cimino, una giovane di 20 anni ha perso la vita nella sua camera di una casa di cura, dove era ricoverata per curare l’anoressia nervosa. Il padre della vittima, un medico di 65 anni, ha espresso tutta la sua disperazione e rabbia durante il processo, accusando la struttura di non aver saputo proteggere sua figlia.

Le accuse al direttore sanitario

Il processo per omicidio colposo è in corso dinanzi al giudice Ilaria Inghilleri. L’imputato è uno psichiatra e direttore sanitario della casa di cura, accusato di non aver prescritto una terapia farmacologica adeguata e di non aver adottato misure idonee a prevenire il rischio di suicidio. Secondo il quadro accusatorio del pm Massimiliano Siddi, il medico non avrebbe colto i segnali evidenti e gli avvisi ripetuti da parte dei familiari e degli stessi collaboratori. Inoltre, gli viene contestata l’omessa valutazione del rischio suicidario.

La testimonianza del padre

In aula, il padre della giovane, parte civile con la moglie e gli altri due figli, assistiti dall’avvocato Amedeo Centrone, ha ripercorso quel periodo straziante. Ha raccontato che il 25 dicembre sua figlia era molto giù di morale, dopo che le avevano detto che era dimagrita poco, una frase che può essere pericolosa per chi soffre di disturbi alimentari. Il padre ha cercato di ottenere un colloquio con gli specialisti, ma in quei giorni di festa non erano presenti medici, solo personale parasanitario. Il 26 e il 27 dicembre ha inviato messaggi all’imputato, chiedendo un incontro per sua figlia, ma la sera del 27 dicembre ha ricevuto una chiamata che lo ha portato alla casa di cura, dove ha trovato sua figlia senza vita.

Un dramma che lascia molte domande aperte

Questa tragedia solleva molte questioni sulla qualità delle cure e sulla gestione delle emergenze psicologiche nelle strutture sanitarie. La famiglia della giovane vittima spera che il processo possa fare luce su quanto accaduto e che possano essere adottate misure per prevenire simili tragedie in futuro. La comunità di Soriano nel Cimino è in lutto e chiede giustizia per la giovane vita persa troppo presto.