Emergenza sicurezza

Crollo del tetto a Palazzo Donna Olimpia: la Lega attacca l’amministrazione Frontini

Il declino di un edificio storico a Viterbo e le polemiche politiche sul suo recupero

Crollo del tetto a Palazzo Donna Olimpia: la Lega attacca l’amministrazione Frontini

Il crollo di una porzione del tetto di Palazzo Donna Olimpia, noto anche come Palazzo Pamphili, ha riacceso i riflettori sul degrado di uno degli edifici storici più importanti di Viterbo. L’episodio, avvenuto nella settimana scorsa, ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia locale per rimuovere le parti pericolanti e mettere in sicurezza l’area. Questo evento ha scatenato una vivace polemica politica, con la Lega che accusa l’amministrazione comunale di inerzia e incapacità di affrontare il problema.

Il crollo e gli interventi di emergenza

Martedì 31 marzo 2026, una piccola porzione del tetto dell’ala di Palazzo Donna Olimpia che si affaccia su via San Pietro ha ceduto, causando il crollo di parte della copertura. I vigili del fuoco, utilizzando un cestello, hanno provveduto a rimuovere le parti di copertura rimaste pericolanti per rimettere in sicurezza l’area. L’edificio, situato a ridosso di porta San Pietro, è uno dei simboli del centro storico di Viterbo e la sua condizione di degrado è sotto gli occhi di tutti. Il crollo ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza pubblica, soprattutto considerando la vicinanza di altre edificazioni e di una scuola.

Il fallimento del progetto di recupero

Il cedimento strutturale ha riacceso i riflettori su una ferita mai rimarginata del centro storico, aggravata dal definitivo naufragio dei piani di recupero. Pochi anni fa, durante l’amministrazione Arena, era stato presentato un ambizioso piano di project financing che prevedeva un investimento di circa 10-12 milioni di euro. Il progetto, affidato a una società privata, mirava a trasformare i 5.500 metri quadrati dell’edificio in un moderno campus universitario da 120 posti letto, riaprendo contestualmente il “percorso dell’Abate”. Tuttavia, come ha recentemente ammesso l’attuale assessore ai lavori pubblici Stefano Floris in commissione, quel sogno è definitivamente tramontato. La necessità di adeguare il progetto al nuovo codice degli appalti e il mutato scenario economico hanno fatto desistere l’operatore economico, del quale non si hanno più notizie da tempo. Attualmente le uniche speranze del Comune per salvare l’inagibile “gigante” di pietra risiedono in colloqui con un nuovo soggetto interessato, ma si tratta di una trattativa ancora in fase del tutto “embrionale”.

La polemica politica e le accuse della lega

Di fronte a questa paralisi e al rischio sempre più tangibile per l’incolumità pubblica, l’opposizione è passata al contrattacco. Andrea Micci, capogruppo della Lega, ha espresso un duro atto d’accusa contro la giunta in carica: “Ci sembra che l’amministrazione Frontini, così come su tante altre cose, non abbia la minima idea di come e quando porre rimedio all’indegno degrado che sta distruggendo uno tra i palazzi storici più importanti della città”. Il consigliere leghista sottolinea la gravità della situazione dal punto di vista della sicurezza pubblica: “La notizia del crollo del tetto ci preoccupa e ci indigna. Come si può lasciare nel totale abbandono e nella più completa indifferenza un edificio storico situato nel cuore del centro cittadino, a ridosso di altre edificazioni che starebbero subendo le conseguenze del suo stato rovinoso e fatiscente e in una via trafficatissima di persone? Nelle vicinanze c’è anche una scuola”. Micci conclude il suo affondo chiamando in causa direttamente la prima cittadina, accusandola di concentrarsi più sulla propaganda che sulla risoluzione delle emergenze strutturali del capoluogo: “La maggioranza Frontini pensa di essere in grado di fare qualcosa? La sindaca ce lo faccia sapere, magari anche in uno dei suoi innumerevoli video-pillola o anche con un manifesto, forma comunicativa che pare aver riscoperto con l’avvicinarsi delle urne. Siamo di fronte all’inconsistenza di un’amministrazione civica che impiega il suo tempo a stampare manifesti per mettere il nome sulla passeggiata ecologica, pensata e finanziata dalle precedenti amministrazioni, quando Frontini sedeva all’opposizione. Oramai siamo veramente al ridicolo”.

Il futuro di palazzo donna olimpia

Il futuro di Palazzo Donna Olimpia rimane incerto, con il Comune che cerca di avviare trattative con nuovi soggetti interessati al recupero dell’edificio. Tuttavia, la situazione attuale richiede interventi immediati per garantire la sicurezza dei cittadini e preservare un patrimonio storico di inestimabile valore. La polemica politica non fa che aggiungere ulteriore pressione sull’amministrazione, chiamata a trovare soluzioni concrete e tempestive per affrontare il degrado di uno dei simboli più importanti del centro storico di Viterbo.