Controlli a tappeto

Guardia Costiera sequestra pesce non tracciato nelle mense scolastiche del Viterbese

Operazione mirata alla sicurezza alimentare e al contrasto della pesca illegale lungo la costa laziale

Guardia Costiera sequestra pesce non tracciato nelle mense scolastiche del Viterbese

La Guardia Costiera del Lazio ha condotto un’importante operazione di controllo sulla filiera ittica, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare nelle mense scolastiche del Viterbese. L’iniziativa, intensificata in vista delle festività pasquali, ha portato alla luce gravi irregolarità che hanno messo a rischio la salute dei più piccoli.

Irregolarità nelle mense scolastiche

Durante i controlli, effettuati in 23 strutture tra Montalto di Castro e l’entroterra della provincia di Viterbo, è emersa un’irregolarità riguardante la tracciabilità del pesce in un centro che prepara i pasti per le mense delle scuole dell’infanzia e primarie. Nonostante la maggior parte delle strutture ispezionate abbia mostrato standard qualitativi elevati, il caso registrato nel Viterbese ha costretto le autorità a intervenire con fermezza. Insieme a un episodio simile avvenuto in provincia di Latina, l’operazione ha portato al sequestro e alla successiva distruzione di circa 20 chili di prodotto ittico, sia fresco che surgelato, privi della documentazione necessaria a garantirne la provenienza legale.

Sanzioni e sequestri

Per le violazioni riscontrate, sono state staccate multe per un totale di 3.500 euro. L’intervento della Guardia Costiera non si è limitato alle mense scolastiche, ma ha coperto oltre 360 chilometri di litorale regionale. L’obiettivo principale è stato quello di contrastare la pesca illegale e la vendita di specie protette o soggette a divieto in questo periodo, come il pesce spada e il tonno alalunga. I numeri complessivi dell’attività sono imponenti: oltre 350 chili di pescato sequestrato e sanzioni amministrative che hanno toccato la cifra di 35.000 euro.

Protezione delle risorse marine

Tra gli episodi più rilevanti si segnala il ritrovamento a Santa Marinella di oltre 20 chili di polpa di riccio, equivalenti a circa 10.000 esemplari, privi di ogni etichettatura. A Scauri, invece, i militari hanno rimosso circa 2,5 chilometri di reti da posta utilizzate illegalmente da pescatori non professionali. L’operazione della Guardia Costiera rappresenta un importante passo avanti nella protezione delle risorse marine e nella garanzia della sicurezza alimentare per i cittadini.