Narcotraffico in Tuscia

Mafia viterbese: 88 anni di carcere richiesti per il filone narcotraffico

Le richieste della procura per 37 imputati nel processo legato all'operazione "Erostrato"

Mafia viterbese: 88 anni di carcere richiesti per il filone narcotraffico

Ottantotto anni di carcere complessivi e una sola assoluzione: è questo il pesante bilancio delle richieste avanzate dai pm romani durante l’udienza del processo che vede alla sbarra 37 imputati, tra cui il boss albanese Ismail Rebeshi, il fratello David e il calabrese Giuseppe Trovato. Le istanze riguardano gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, che prevede uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna. L’inchiesta, coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma Giovanni Musarò e Francesco Tucci, rappresenta un filone parallelo che riguarda indagini sul narcotraffico tra Roma, la Tuscia, la Sardegna, l’Umbria e la Toscana.

L’organizzazione e le contestazioni

Il quadro ricostruito dagli investigatori descrive un’organizzazione strutturata e capillare, in grado di gestire l’intera filiera dello spaccio: dall’approvvigionamento al trasporto, fino allo stoccaggio e alla distribuzione al dettaglio. Ai corrieri e agli spacciatori venivano fornite indicazioni precise, mentre agli affiliati sarebbero stati garantiti compensi, automobili, telefoni cellulari e schede sim intestate a prestanome stranieri, sostituite periodicamente per schivare le intercettazioni. In base alle contestazioni, ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hashish sarebbero stati destinati anche al mercato viterbese, con partite nascoste nelle campagne, in particolare nella zona di Ferento.

Le richieste specifiche della procura

Nel dettaglio, i pm hanno chiesto 18 anni di reclusione per David Rebeshi e 3 anni e 4 mesi per Sokol Dervishi, ex braccio destro di Ismail Rebeshi, poi divenuto collaboratore di giustizia. Le richieste della procura riguardano anche numerosi componenti del sodalizio smantellato il 25 gennaio 2019, nell’ambito dell’operazione “Erostrato”. L’inchiesta rappresenta un filone parallelo che riguarda indagini sul narcotraffico tra Roma, la Tuscia, la Sardegna, l’Umbria e la Toscana.

Un colpo durissimo al narcotraffico

Le richieste avanzate dai pm romani rappresentano un colpo durissimo al narcotraffico nella regione, dimostrando la determinazione delle autorità nel contrastare queste attività illecite. L’inchiesta coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma ha portato alla luce un’organizzazione complessa e ben strutturata, capace di operare su più fronti e in diverse regioni. La collaborazione di Sokol Dervishi, ex braccio destro di Ismail Rebeshi, è stata fondamentale per svelare i meccanismi interni del sodalizio e per portare avanti le indagini in modo efficace.