La Procura ha chiesto una condanna a nove anni di reclusione per un operatore tecnico-assistenziale di 30 anni, accusato di violenza sessuale continuata e aggravata ai danni di quattro pazienti. Il caso, avvenuto in una casa di cura, ha visto la pm Paola Conti esporre la requisitoria davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, focalizzandosi sui racconti drammatici delle vittime. L’operatore, che prestava servizio presso la struttura sette anni fa, fu arrestato il 9 ottobre 2018.
I dettagli delle accuse e le testimonianze delle vittime
Le indagini sono scaturite dalla denuncia di una delle pazienti che ha portato all’arresto dell’uomo. Due delle presunte vittime si sono costituite parti civili e sono assistite dall’avvocata Cipriana Contu. La quarta paziente, ascoltata come parte offesa, ha fornito una testimonianza che, secondo la sostituta procuratrice, ha rafforzato il quadro accusatorio. Paola Conti ha sottolineato l’attendibilità e la coerenza delle testimonianze delle quattro donne, tutte pazienti fragili sulla quarantina, ricoverate in periodi diversi nella stessa struttura. La pm ha ribadito che le dichiarazioni delle donne sono credibili e genuine, evidenziando la vulnerabilità delle persone coinvolte e la precisione con cui hanno descritto gli episodi.
La ricostruzione degli eventi: Estate dello stesso anno
Gli abusi sarebbero avvenuti nell’estate dello stesso anno e le testimonianze delle quattro pazienti descrivono gli stessi orrori, come sottolineato dalla pm Conti. Le pazienti, seppur in momenti differenti, denunciarono episodi analoghi, descritti in più occasioni con precisione e spontaneità.
Il procedimento giudiziario
Il caso, emerso grazie alle denunce delle pazienti, ha portato all’arresto dell’imputato e all’avvio del processo che vede coinvolte diverse figure legali e giudiziarie a Viterbo.