La polizia locale di Viterbo si trova in una situazione di “emergenza perenne”, come denunciato dai sindacati Uil Fpl e Csa – Regioni Autonomie Locali. Le criticità strutturali e organizzative del comando sono state portate alla luce in un grido d’allarme che chiede interventi immediati per garantire sicurezza e dignità del lavoro.
Organizzazione dei servizi e vigilanza territoriale
I sindacati evidenziano come l’attuale organizzazione dei servizi non rispecchi più la realtà urbana di Viterbo. Il centro storico, un tempo cuore pulsante della città, si è svuotato, mentre il commercio si è spostato nelle aree periferiche e nei grandi shopping center. Nonostante questo cambiamento, le pattuglie di pronto intervento e infortunistica che operano fuori dal centro storico sono numericamente insufficienti. Il personale è costretto a coprire tutto il territorio comunale, con tempi di intervento dilatati e una presenza sul capoluogo che non riesce a garantire la necessaria prevenzione e sicurezza proprio nelle zone a maggior rischio incidenti. Le tre pattuglie mantenute all’interno del centro storico rappresentano una metodologia organizzativa che risale agli anni ’90, non più adeguata alla realtà attuale.
Attività non d’istituto e gestione del personale
Un altro nodo critico riguarda le attività non strettamente istituzionali che frenano la polizia locale. Pratiche amministrative e burocratiche, come il rilascio degli abbonamenti dei parcheggi per la società Francigena, la segnaletica stradale, le ordinanze per altri settori e il controllo ascensori, sottraggono risorse alle attività di competenza. Questo ha reso necessario distogliere unità operative dalla strada, compromettendo la visibilità e l’efficacia del servizio sul territorio. La gestione del personale e il rispetto delle norme sulla sicurezza sono anch’essi nel mirino. Episodi emblematici, come turni di servizio di 11,30 ore con solo cinque di riposo tra i due turni, evidenziano la necessità di una maggiore attenzione nella programmazione dei turni. La sicurezza non può essere fatta a metà, e operare in contesti complessi con agenti anche disarmati è un rischio che non può più essere permesso.
Tecnologia, logistica e sicurezza informatica
La situazione tecnologica e logistica è altrettanto preoccupante. Il supporto tecnologico è fermo a trent’anni fa, con un locale inadeguato per lo stoccaggio e la ricarica degli apparati radiotrasmittenti. La centrale operativa, cuore pulsante del comando, viene gestita con un solo operatore e, in sua assenza, si ricorre a un “pescaggio” di fortuna del personale con turni di due ore ciascuno. Questo turnover frenetico genera un caos operativo inconcepibile, rendendo quasi impossibile il coordinamento con chi opera sul territorio. Criticità anche sul fronte della sicurezza informatica: l’unico computer a disposizione del nucleo operativo mobile è utilizzato da più persone, usando un’utenza generica o “condivisa”, esponendo sia il comando che il singolo dipendente a rischi molto seri.
Spogliatoi non a norma e richieste immediate
Infine, la questione degli spogliatoi, ritenuti “non a norma” e per cui è già stata inoltrata il 21 marzo la richiesta di un sopralluogo e verifica al Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl. La situazione dei locali di via Monte Cervino ha superato il limite della decenza. Gli spogliatoi sono inadeguati e difformi rispetto alle normative vigenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con armadietti vecchi e insufficienti. Da qui la richiesta di interventi immediati all’amministrazione comunale: un intervento immediato per l’adeguamento dei locali (spogliatoi e igiene) secondo le norme di legge, l’aggiornamento tecnologico della centrale operativa, del computer a disposizione del nucleo operativo mobile e delle dotazioni radio, e una riforma dei turni che tenga conto della nuova geografia urbana di Viterbo e delle reali necessità dei servizi istituzionali.