La Tuscia si mobilita per chiedere una pianificazione più equa e responsabile nello sviluppo delle energie rinnovabili nel Lazio. Sabato 28 marzo, alle 9.30, presso la Rocca dei Papi di Montefiascone, si terrà un’assemblea pubblica per presentare ai rappresentanti della Regione Lazio una serie di proposte in vista dell’approvazione della legge regionale sulle aree idonee e non idonee per gli impianti di energia rinnovabile, attesa entro maggio 2026.
Un territorio sotto pressione
La provincia di Viterbo è già oggi un polo fondamentale per la produzione di energia rinnovabile nel Lazio, concentrando circa l’80% della produzione energetica rinnovabile dell’intera regione. Questo dato, sebbene positivo per la transizione energetica, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità ambientale e alla distribuzione equa degli impianti sul territorio. In particolare, la provincia di Viterbo detiene oltre il 52% della potenza eolica già autorizzata a livello regionale e addirittura oltre il 94% di quella attualmente in fase di autorizzazione. Una concentrazione che, secondo i partecipanti all’assemblea, rischia di compromettere l’equilibrio territoriale e paesaggistico della Tuscia.
Le proposte per una pianificazione equa
Le proposte che verranno presentate durante l’assemblea mirano a garantire una distribuzione più equa degli impianti rinnovabili tra tutte e cinque le province laziali. Tra le richieste principali, l’applicazione del principio di equa distribuzione territoriale, riconosciuto dalla Legge n. 4/2026, l’introduzione di un “fattore di saturazione” per le aree già sovraccariche, il rafforzamento delle tutele paesaggistiche del PTPR e la valutazione sistematica degli impatti cumulativi. «Non siamo contro le energie rinnovabili. Siamo per una distribuzione equa tra tutte e cinque le province laziali», è il messaggio chiaro che i partecipanti all’assemblea intendono trasmettere alla Regione.
Un appello alla regione per un governo responsabile del territorio
L’appello è rivolto alla Regione affinché la legge, da approvare entro pochi mesi, sia un atto concreto di governo del territorio e non un mero adempimento formale. L’assemblea vedrà la partecipazione delle principali associazioni agricole, imprenditoriali e biodistretti, comitati locali, associazioni ambientaliste nazionali e sindaci, uniti nella difesa di un territorio che subisce da anni un assalto senza regole da parte delle energie rinnovabili industriali. L’obiettivo è garantire che lo sviluppo delle energie rinnovabili avvenga in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e del paesaggio, senza compromettere la qualità della vita delle comunità locali.