Grido d'allarme

Agricoltori della tuscia in protesta: “la concorrenza sleale ci impedisce di sopravvivere”

Manifestazione a viterbo contro i costi insostenibili e le normative europee che favoriscono prodotti esteri a discapito della qualità italiana

Agricoltori della tuscia in protesta: “la concorrenza sleale ci impedisce di sopravvivere”

Gli agricoltori della Tuscia hannoLevato la loro voce in un accorato grido d’allarme, denunciando una situazione diventata ormai insostenibile. La concorrenza sleale proveniente dall’estero e gli elevati costi di produzione stanno mettendo in ginocchio l’intero comparto agricolo viterbese. La protesta, culminata in un presidio con trattori presso il centro commerciale San Lazzaro, ha acceso i riflettori su una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza stessa delle aziende agricole locali.

Le ragioni della protesta: un mix di fattori insostenibili

Le motivazioni dietro la protesta degli agricoltori sono molteplici e interconnesse. In primo luogo, i costi di produzione sono diventati proibitivi, con il gasolio agricolo in continuo aumento e le spese per la sicurezza sempre più stringenti. Parallelamente, i prezzi di vendita dei prodotti italiani faticano a competere con quelli esteri, spesso caratterizzati da costi vivi inferiori e normative meno severe. Questa disparità crea una concorrenza sleale che danneggia sia i produttori che i consumatori, che si ritrovano a scegliere prodotti a basso costo ma di qualità inferiore.

Il paradosso dei fitofarmaci e gli accordi europei: un futuro incerto

Un esempio emblematico della situazione è rappresentato dall’utilizzo dei fitofarmaci. In alcuni paesi, come il Canada, sono consentiti trattamenti con sostanze vietate in Italia, ma i prodotti trattati possono comunque essere esportati in Europa. Questo crea un paradosso in cui i consumatori europei sono esposti a sostanze che non sarebbero autorizzate sul loro territorio. A ciò si aggiungono le preoccupazioni relative agli accordi commerciali stipulati dall’Unione Europea, come quello con il Mercosur, che rischiano di aprire le porte a prodotti agricoli provenienti da paesi con standard qualitativi e di sicurezza inferiori. Gli agricoltori temono che queste politiche compromettano ulteriormente la loro capacità di competere e mettano a rischio la salute pubblica.

L’incontro con Romoli e le prospettive future

Durante la manifestazione, gli agricoltori hanno incontrato Alessandro Romoli, presidente della Provincia, per esporre le loro problematiche. Romoli ha mostrato comprensione per le preoccupazioni della categoria e si è impegnato a farsi portavoce delle loro istanze presso il governo centrale. È stato inoltre programmato un incontro in Provincia per redigere un documento con le richieste degli agricoltori da inviare al ministero competente. Gli agricoltori sperano che questo intervento possa portare a un cambiamento di rotta e a una maggiore tutela del settore agricolo italiano.