Odio online

Arcigay Viterbo denuncia insulti e minacce sui social dopo l’annuncio del Gruppo trans ed enby

L'associazione promuove una campagna di tolleranza zero contro la violenza verbale online, con denunce formali e solidarietà a Gender X

Arcigay Viterbo denuncia insulti e minacce sui social dopo l’annuncio del Gruppo trans ed enby

Un’ondata di odio e violenza verbale si è scatenata sui social network di Viterbo in seguito alla pubblicazione di una notizia riguardante l’apertura del Gruppo trans ed enby promosso da Arcigay – Peter Boom Aps. L’associazione, guidata dal nuovo presidente Lorenzo Abbate, ha deciso di adottare una posizione di “tolleranza zero” contro insulti, minacce e disumanizzazione, presentando denunce formali per i contenuti più gravi.

Un clima di ostilità preoccupante

La notizia, rilanciata da una testata locale, informava la cittadinanza viterbese della nascita di un servizio pensato per offrire supporto e condivisione a persone trans ed enby, un bisogno fino a oggi assente sul territorio. Tuttavia, sotto il post sono stati accumulati oltre 600 commenti, molti dei quali degenerati in insulti, dileggio, patologizzazione e minacce. Arcigay ha sottolineato che quanto accaduto non può essere considerato un semplice eccesso di linguaggio, ma un fatto serio che riflette un clima generalizzato di ostilità.

Solidarietà a gender x e critica alla moderazione dei social

L’associazione ha espresso piena solidarietà a Gender X, un’altra organizzazione che ha denunciato minacce gravissime contro la propria sede a Roma. Arcigay ha evidenziato che questi episodi non sono isolati, ma parte di un contesto più ampio di violenza verbale normalizzata. Critica è stata anche l’assenza di una moderazione adeguata sotto i post Facebook delle notizie locali, dove insulto e minaccia si accumulano senza argini.

Denunce formali e sostegno dalla comunità

Arcigay, assistita dall’avvocata Eva Tiseo, ha presentato denunce formali per i contenuti più gravi emersi sotto il post, riservandosi ulteriori iniziative nelle sedi competenti. Il presidente Abbate ha dichiarato che l’associazione non arretra di un millimetro, sottolineando che l’odio riversato sotto il post non va minimizzato. Tuttavia, tra i commenti violenti, sono emerse anche moltissime parole di sostegno e vicinanza da parte di tante persone della città, un segnale di una Viterbo sana e civile che sa distinguere tra confronto pubblico e barbarie.