Il Comune di Viterbo ha deciso di intraprendere azioni legali per recuperare un ingente credito di 1,7 milioni di euro nei confronti degli ex gestori della piscina comunale. La decisione è stata formalizzata attraverso una delibera di giunta e mira a far rispettare una precedente sentenza del tribunale che riconosceva le inadempienze contrattuali e i danni arrecati all’amministrazione comunale.
Dettagli della delibera e incarico legale
La giunta Frontini ha approvato la delibera numero 467 del 18 dicembre 2025, con la quale si affida agli avvocati Maria Luisa Acciari e Guido Saleppichi l’incarico di procedere con le azioni esecutive necessarie per riscuotere la somma di 1,7 milioni di euro. Tale importo è stato riconosciuto dal tribunale nella causa che opponeva il Comune all’Ati Maco-Larus, l’associazione temporanea di imprese che aveva gestito l’impianto natatorio in passato.
Origini della disputa legale e sentenza del tribunale
La vicenda affonda le radici nella gestione dell’impianto natatorio di via della Pila, affidato tra il 2017 e il 2019 all’associazione temporanea formata da Maco, società sportiva dilettantistica, e Larus Nuoto. Nel gennaio 2024, il tribunale di Viterbo ha emesso una sentenza che condannava Maco al risarcimento di 1.706.775 euro, oltre rivalutazione, interessi e spese legali, a causa di gravi inadempienze contrattuali. Tra le inadempienze contestate, figurano la mancata esecuzione dei lavori di manutenzione e miglioramento, il mancato pagamento dei canoni di concessione e le morosità che avevano portato alla sospensione della fornitura idrica. La sentenza rappresenta un punto cruciale nella lunga battaglia legale tra il Comune e gli ex gestori.
Il ricorso in appello e la decisione del comune
La società Maco ha impugnato la sentenza del tribunale di Viterbo, presentando ricorso alla Corte di appello di Roma. Tuttavia, l’amministrazione comunale ha deciso di non attendere l’esito del secondo grado di giudizio e di procedere immediatamente con le azioni esecutive. Il Comune ha sottolineato che il ricorso in appello non sospende l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, pertanto, gli ex gestori sono tenuti a saldare il debito. La decisione di avviare subito le procedure di esecuzione forzata dimostra la determinazione dell’amministrazione comunale nel recuperare le somme dovute e nel garantire il rispetto degli impegni contrattuali.
Dettaglio dei risarcimenti stabiliti dal tribunale
Il tribunale aveva specificato nel dettaglio le voci di risarcimento dovute da Maco al Comune. In particolare, erano stati riconosciuti 1,2 milioni di euro per i lavori non eseguiti, 227 mila euro per i canoni di concessione non versati e 279 mila euro per i costi sostenuti dal Comune per la gestione della piscina, dopo la revoca della concessione all’Ati Maco-Larus. Inoltre, il tribunale aveva riconosciuto un danno sociale per l’interruzione del servizio, causata dalle inadempienze degli ex gestori. Questi risarcimenti mirano a compensare il Comune per i danni economici e sociali subiti a causa della cattiva gestione dell’impianto natatorio.
Prospettive future per la piscina comunale
Dopo la revoca della concessione all’Ati Maco-Larus, la gestione della piscina comunale è passata alla Fin (Federazione Italiana Nuoto). L’amministrazione comunale ha intrapreso diverse iniziative per garantire la continuità del servizio e per migliorare le condizioni dell’impianto. Il recupero delle somme dovute dagli ex gestori rappresenta un passo importante per poter investire nella riqualificazione della struttura e per offrire ai cittadini un servizio di qualità.