Nel Lazio, gli infortuni sul lavoro registrano un preoccupante aumento del 7,5%, con la provincia di Viterbo che segna un incremento del 3%. I dati, aggiornati a dicembre 2025 e forniti dall’Inail, rivelano una situazione critica che richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza dei lavoratori.
Un aumento preoccupante in tutte le province
Le denunce di infortunio nel Lazio sono state 44.385 nel 2025, con un incremento del 7,2% rispetto all’anno precedente. La situazione è particolarmente grave nell’area metropolitana di Roma, dove si concentra la maggioranza dei lavoratori della regione. Nel dettaglio, a Roma le denunce sono state 35.314 (+8,3%), a Frosinone 2.486 (+6,3%), a Viterbo 1.956 (+3,0%), a Latina 3.519 (+1,3%) e a Rieti 1.110 (+0,5%). I settori più colpiti sono i trasporti, la sanità, il commercio, la vigilanza, le attività di ristorazione e ricezione e le costruzioni.
L’allarme per gli over 65
A preoccupare è l’aumento degli infortuni tra le fasce di età più avanzate. Tra i 65 e i 69 anni l’incremento è del 19%, tra i 70 e i 74 anni del 29% e tra gli over 75 dell’88%. Questi dati riflettono una realtà in cui molte persone, per ragioni economiche o per l’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione, sono costrette a continuare a lavorare oltre l’età pensionabile. Inoltre, gli incidenti mortali sono stati 89 nel 2025, con un aumento significativo tra gli over 65, passati da 3 nel 2024 a 10 nel 2025.
La mobilitazione per la sicurezza sul lavoro
La Cgil Roma e Lazio denuncia un modello di fare impresa in cui la sicurezza dei lavoratori non è una priorità. Per questo, il sindacato ha indetto una manifestazione a Colleferro il 7 febbraio per ricordare le vittime sul lavoro e per chiedere maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. La filiera degli appalti, in particolare, è un’area critica dove si verificano la maggioranza degli infortuni. È fondamentale che le istituzioni intervengano per cambiare questo modello e garantire condizioni di lavoro sicure per tutti.