Variante approvata

Polemiche per il muro al posto delle paratie sul Fiume Fiora

Forza Italia denuncia l'approvazione in silenzio di una variante al progetto di messa in sicurezza del fiume

Polemiche per il muro al posto delle paratie sul Fiume Fiora

Montalto di Castro è al centro di una polemica riguardante un progetto di messa in sicurezza del Fiume Fiora. La questione riguarda la sostituzione delle paratie mobili, inizialmente previste, con un muro in cemento armato. La decisione, approvata in silenzio, ha suscitato forte preoccupazione e indignazione da parte di Forza Italia, che ha espresso tutta la sua contrarietà a questo cambiamento.

La denuncia di forza italia

Forza Italia ha espresso forte preoccupazione e profonda indignazione per la recente variante al progetto di messa in sicurezza del Fiume Fiora. Secondo gli azzurri, la variante è stata approvata nel silenzio più totale e in palese contraddizione con gli impegni politici assunti durante un tavolo congiunto tra l’amministrazione e i vari rappresentanti dei partiti del paese il 23 settembre scorso. La variante prevede la realizzazione di un muro in cemento armato di altezza variabile tra i 180 e i 220 centimetri al posto delle paratie idrauliche mobili, che erano state inizialmente previste.

Una scelta grave e incomprensibile

Per gli esponenti di Forza Italia, capeggiati dall’ex sindaco Sergio Caci, si tratta di una scelta grave e incomprensibile. Il muro in cemento armato interverrà sull’unico tratto di reale fruizione pubblica del fiume, a piazzale dei Pescatori. Durante la fase di progettazione e di gara, era stata ottenuta una soluzione moderna e meno impattante, coerente con la tutela paesaggistica: le paratie mobili. Queste ultime erano state una miglioria di gara con la quale la ditta appaltatrice si era aggiudicata i lavori rispetto alle altre concorrenti.

Sconcertante il modo in cui è stata approvata la variante

Ancora più sconcertante per Forza Italia è il modo in cui è stata approvata la variante. Visitando il cantiere e consultando gli atti regionali, gli esponenti del partito hanno scoperto che la Regione aveva già concluso il procedimento. La conferenza dei servizi era stata indetta l’11 agosto 2025 e le amministrazioni convocate avevano 45 giorni per trasmettere le proprie determinazioni. La stessa sindaca aveva fatto sapere di aver inviato il 25 settembre il parere di sostanziale rigetto formale della variante, così come concordato anche con i partiti al tavolo in Comune.