Allarme dissesto

Rischio frane nel viterbese: la provincia al terzo posto nel lazio per pericolosità molto elevata secondo ispra

Un rapporto ispra del 2024 mette in guardia sulla fragilità del territorio italiano e sulla necessità di un monitoraggio costante delle aree a rischio

Rischio frane nel viterbese: la provincia al terzo posto nel lazio per pericolosità molto elevata secondo ispra

L’ondata di smottamenti a Niscemi, in Sicilia, ha riportato l’attenzione sul problema del dissesto idrogeologico in Italia, evidenziando la vulnerabilità del territorio nazionale e l’importanza della pianificazione urbana e territoriale. Il rapporto Ispra 2024 sottolinea come l’espansione delle aree urbanizzate a partire dal secondo dopoguerra abbia incrementato significativamente l’esposizione di persone e beni a rischi derivanti da frane e alluvioni.

Il quadro nazionale del dissesto idrogeologico

Il dissesto idrogeologico rappresenta una sfida cruciale per l’Italia, con conseguenze dirette su popolazione, centri urbani, infrastrutture, beni culturali e attività economiche. Oltre alla naturale predisposizione del territorio al dissesto, dovuta a fattori morfologici, geologici, idrologici, meteo-climatici e sismici, si aggiunge la forte antropizzazione del paese. La costruzione spesso disordinata di nuove aree urbanizzate ha aumentato la vulnerabilità del territorio, rendendo indispensabile un monitoraggio continuo. Secondo i dati Snpa 2024, le superfici artificiali sono aumentate dal 2,7% degli anni ’50 al 7,16% del 2023. Allo stesso tempo, l’abbandono delle aree rurali montane e collinari ha determinato una riduzione della cura e della manutenzione del territorio.

Analisi e dati del rapporto ispra 2024

Il rapporto Ispra 2024 presenta la nuova “mosaicatura” nazionale della pericolosità da frana, basata sui dati forniti dalle Autorità di bacino distrettuali e aggiornata con indicatori di rischio per popolazione, edifici, imprese e beni culturali. La metodologia adottata garantisce trasparenza e replicabilità e permette di avere dati dettagliati a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. L’inventario dei fenomeni franosi in Italia conta oltre 636mila frane, registrate tra il 1116 e il 2024, che interessano un’area complessiva di circa 25mila chilometri quadrati, pari all’8,3% del territorio nazionale. La distribuzione delle frane è misurata attraverso l’indice di franosità, calcolato come rapporto tra area in frana e superficie totale, con una griglia di riferimento di un chilometro di lato.

La situazione specifica nella tuscia

Analizzando i dati provinciali, la Tuscia presenta aree a rischio frana che richiedono un’attenta sorveglianza. In particolare, per quanto riguarda la “pericolosità molto elevata”, la provincia di Viterbo si colloca al terzo posto nel Lazio. Per la “pericolosità elevata”, invece, Viterbo è al primo posto con 96 chilometri quadrati da monitorare, seguita da Rieti (60 chilometri quadrati), Roma (34 chilometri quadrati), Frosinone (14 chilometri quadrati) e Latina (4 chilometri quadrati). Nonostante queste cifre, la percentuale complessiva del territorio della Tuscia a rischio resta contenuta, attestandosi intorno al 3,5%.

Il quadro delineato invita a un monitoraggio costante per prevenire possibili emergenze e pianificare interventi mirati, al fine di mitigare i rischi e salvaguardare il territorio e la popolazione.