Nuove regole

Viterbo introduce un nuovo sistema a punteggi per l’assegnazione delle case popolari

La giunta comunale approva una delibera per garantire maggiore equità e trasparenza nell'accesso agli alloggi Erp

Viterbo introduce un nuovo sistema a punteggi per l’assegnazione delle case popolari

In un passo significativo verso la trasparenza e l’equità, il Comune di Viterbo ha introdotto un nuovo sistema di punteggi per l’assegnazione delle case popolari. Questo innovativo approccio mira a garantire che le risorse abitative siano distribuite in modo oggettivo e tempestivo, rispondendo alle esigenze più urgenti della comunità.

Un sistema basato su criteri misurabili e priorità definite

La giunta comunale ha approvato una delibera che conferma quanto previsto dal regolamento regionale, consentendo ai comuni di riservare fino al 25% degli alloggi Erp a persone e nuclei familiari in condizioni di grave emergenza abitativa. La novità introdotta riguarda l’adozione di un sistema di valutazione basato su punteggi, che tiene conto di elementi concreti e verificabili. Tra questi, la condizione abitativa, la situazione economica, la fragilità sanitaria e sociale, la presa in carico da parte dei servizi sociali comunali e la posizione nella graduatoria Erp. Questo modello, secondo l’amministrazione, consentirà di stabilire in modo chiaro e comparabile le priorità di accesso agli alloggi disponibili nel 2026 di proprietà comunale, assicurando che le risposte arrivino prima a chi si trova in condizioni più gravi e urgenti.

I nuovi parametri per la valutazione del disagio

La vera innovazione del documento è l’introduzione di un sistema di misurazione del disagio concepito per limitare la discrezionalità amministrativa. Il testo normativo introduce un punteggio specifico per garantire oggettività, comparabilità delle situazioni e trasparenza dell’azione amministrativa. Il calcolo si basa su quattro pilastri fondamentali che delineano la gravità della situazione del richiedente. Il primo parametro riguarda la condizione abitativa vera e propria e può portare in dote fino a 40 punti complessivi. Il massimo del riconoscimento viene assegnato alla “persona senza fissa dimora, priva di qualsiasi sistemazione abitativa”. Chi invece si trova a fare i conti con uno sfratto esecutivo o deve lasciare l’immobile entro sei mesi si vede riconoscere 30 punti, mentre chi sopravvive in una “sistemazione precaria e temporanea” all’interno di strutture emergenziali ne ottiene 20.

Il secondo criterio di valutazione è prettamente economico e si basa sull’indicatore Isee, garantendo fino a 25 punti. Il massimo del sostegno numerico va a chi dichiara un Isee fino a 6mila euro, considerata esplicitamente la “soglia di povertà assoluta”. Il punteggio scende a 15 per i redditi compresi tra i 6mila e i 9mila 360 euro, per poi calare a 5 punti per le dichiarazioni che arrivano a sfiorare i 12mila euro. Il quadro clinico e sociale rappresenta il terzo tassello di questo nuovo mosaico procedurale. La delibera riconosce 15 punti in caso di “disabilità certificata pari o superiore al 67%” e 5 punti se il cittadino risulta in cura e “in carico ai servizi di salute mentale territoriali”. La presa in carico formale da parte dei servizi sociali comunali fa scattare automaticamente altri 15 punti. A parità di condizioni di fragilità, la giunta stabilisce che a pesare per rompere l’equilibrio sarà il “maggior punteggio nella graduatoria” generale dell’edilizia residenziale pubblica.

La soddisfazione dell’amministrazione comunale

Da palazzo dei Priori, la soddisfazione per il nuovo documento è palpabile. La sindaca Chiara Frontini sottolinea come il nuovo sistema renda le scelte amministrative ancora più trasparenti e oggettive. Ogni situazione sarà valutata con criteri chiari, garantendo equità e imparzialità. Dello stesso avviso l’assessora alle politiche sociali Rosanna Giliberto, che afferma: “Con questo nuovo sistema a punteggio vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle persone che vivono un’emergenza abitativa reale. Non si tratta solo di assegnare una casa, ma di riconoscere le fragilità, misurarle con criteri oggettivi e intervenire con maggiore giustizia sociale. È un passo importante verso un welfare più equo, trasparente e vicino ai cittadini”.