Nel comune di Viterbo, una proposta contenuta nel nuovo regolamento di polizia urbana sta suscitando un acceso dibattito. L’articolo 15, relativo alla pulizia dei muri imbrattati da scritte e graffiti, prevede che, qualora non si riesca a identificare il responsabile dell’atto vandalico, sia il proprietario dell’immobile a dover provvedere alla pulizia, pena una multa. Questa norma ha sollevato forti perplessità tra i consiglieri, in particolare quelli dell’opposizione, che temono di penalizzare ulteriormente i cittadini vittime di vandalismo.
Il nodo della responsabilità oggettiva e le preoccupazioni dell’opposizione
Durante la seduta della prima commissione a palazzo dei Priori, il comandante della polizia locale, Mauro Vinciotti, ha cercato di chiarire l’applicazione della norma, specificando che l’intervento del proprietario è richiesto solo in caso di palazzo “indecoroso”. Tuttavia, questa precisazione non ha dissipato i dubbi della minoranza, che vede nella “responsabilità oggettiva” una penalizzazione per chi ha già subito un danno. La consigliera del Partito Democratico, Francesco Sanna, ha espresso il timore che il regolamento trasformi la vittima in colpevole agli occhi dell’amministrazione comunale, chiedendosi se chi subisce il danno debba anche essere sanzionato.
Mediazione e tutela dei proprietari: Le proposte sul tavolo
Di fronte alle critiche, il presidente della commissione, Luigi Gioiosi, ha tentato una mediazione, sottolineando che i cittadini non sono del tutto indifesi. Secondo Gioiosi, la denuncia del fatto alle autorità competenti fungerebbe da scudo temporaneo contro la sanzione immediata, offrendo al proprietario un periodo di tempo per intervenire. Tuttavia, anche queste rassicurazioni non sono state sufficienti a placare gli animi. Il consigliere Alvaro Ricci (Pd) ha richiesto garanzie più concrete per evitare che la rapidità dei vigili urbani preceda la possibilità di intervento del cittadino, proponendo di concedere tempo ai privati per agire senza incorrere in sanzioni.
Soluzioni alternative e stop alla norma: Il futuro del regolamento
Nel tentativo di superare l’impasse, la consigliera di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini, ha suggerito un cambio di approccio, soprattutto per gli immobili di pregio o situati in zone centrali. Allegrini ha proposto un meccanismo in cui il Comune interviene immediatamente per la pulizia e poi si rivale sul privato. Di parere opposto, la consigliera del Gruppo misto, Letizia Chiatti, ha definito l’articolo una “forzatura ideologica”, considerandolo un provvedimento contro la proprietà privata. Di fronte alle numerose perplessità e alla necessità di un confronto più approfondito, la commissione ha deciso di sospendere l’esame dell’articolo, con l’impegno di rivederlo alla luce delle osservazioni emerse e riproporlo successivamente al consiglio comunale.