La sentenza

Assoluzione dopo otto anni per un uomo accusato di stalking e minacce all’ex compagna

Il verdetto del giudice Jacopo Rocchi chiude un processo durato anni, scagionando il 64enne di Marta

Assoluzione dopo otto anni per un uomo accusato di stalking e minacce all’ex compagna

Un processo lungo otto anni si è finalmente concluso con un verdetto di assoluzione per un uomo accusato di stalking, lesioni personali e violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna. Il caso, che ha tenuto banco a Marta, ha visto il 64enne scagionato da tutte le accuse, mettendo fine a una vicenda giudiziaria complessa e lunga.

Le accuse e gli episodi contestati

Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di comportamenti intimidatori nei confronti della donna, una cinquantenne rumena, dopo la fine della loro relazione. Tutto sarebbe iniziato nella primavera del 2018, quando la donna decise di interrompere il rapporto sentimentale. Da quel momento sarebbero iniziati mesi di minacce, intimidazioni e molestie. Tra gli episodi contestati anche presunti atti intimidatori: l’uomo avrebbe realizzato ordigni rudimentali, collocandoli nella veranda dell’abitazione della ex compagna, e imbrattato i muri dell’androne con simboli fallici e croci nere. Accuse alle quali si aggiungevano quelle più gravi di lesioni personali e violenza sessuale. In particolare, secondo l’ipotesi degli inquirenti, l’imputato avrebbe costretto la donna ad un rapporto pur sapendo che nell’abitazione era presente anche il figlio minorenne.

La difesa e il processo

Le indagini portarono all’arresto del 64enne, che venne sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico e successivamente rinviato a giudizio con rito immediato. Nel corso del processo, tuttavia, la difesa ha contestato diversi punti della ricostruzione accusatoria. L’avvocato Samuele De Santis ha messo in dubbio, tra le altre cose, la possibilità che l’uomo si trovasse effettivamente a Marta nei giorni indicati nelle contestazioni. A sostegno della tesi difensiva è stato ascoltato anche un investigatore privato, ultimo testimone citato dalla difesa nell’udienza del 3 novembre 2025. Il verdetto è stato pronunciato dal collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, al termine di un procedimento giudiziario durato otto anni, scagionando definitivamente l’imputato.

Un caso che ha segnato la comunità

Il caso ha avuto un impatto significativo sulla comunità di Marta, sollevando questioni importanti riguardo alla gestione delle denunce di violenza di genere e alla durata dei processi. La lunga attesa per un verdetto ha messo in luce le criticità del sistema giudiziario, evidenziando la necessità di riforme che possano garantire tempi più rapidi e procedure più efficienti. La vicenda ha anche acceso il dibattito pubblico sulla credibilità delle testimonianze e sull’importanza di un processo equo per tutte le parti coinvolte.