Incidente gravissimo

Bimbo di un anno e mezzo in prognosi riservata dopo caduta da finestra a Civita Castellana

Il piccolo, di origine tunisina, è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma con trauma cranico

Bimbo di un anno e mezzo in prognosi riservata dopo caduta da finestra a Civita Castellana

A tre giorni dalla tragica caduta che ha scosso l’intera comunità di Civita Castellana, le condizioni del bambino di un anno e mezzo precipitato da un’abitazione nel centro storico rimangono gravi ma stabili. Il piccolo è attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, nel reparto di terapia intensiva pediatrica, dove i medici continuano a monitorare costantemente il suo stato di salute.

Condizioni cliniche e trattamento

Nonostante le prime ore successive all’incidente siano state critiche, il quadro clinico del bambino non ha registrato ulteriori peggioramenti. I parametri vitali risultano sotto controllo, ma la prognosi rimane riservata. Il piccolo è ancora sottoposto a sedazione farmacologica, sebbene in progressiva riduzione. La maggiore preoccupazione riguarda il trauma cranico riportato durante la caduta, un aspetto che richiede particolare attenzione e prudenza nella valutazione dell’evoluzione delle sue condizioni.

Dinamica dell’incidente e soccorsi

L’incidente si è verificato nel pomeriggio di sabato in via di Corte, nel centro storico di Civita Castellana. Il bambino è precipitato da un’altezza di circa dieci metri dal secondo piano di un’abitazione, in circostanze che non sono ancora state completamente chiarite. I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti i soccorritori, che hanno poi provveduto al trasferimento d’urgenza del piccolo. Successivamente, il bambino è stato elitrasportato a Roma, dove è arrivato in condizioni inizialmente molto critiche.

Supporto familiare e sfide comunicative

Accanto al bambino, in queste ore difficili, ci sono i genitori, una giovane coppia di origine tunisina arrivata da poco in città. La loro presenza è costante, ma la scarsa conoscenza della lingua italiana rende complesso il dialogo con i sanitari e con chi sta cercando di ricostruire quanto accaduto. Questa difficoltà aggiunge ulteriore smarrimento a una situazione già drammatica, rendendo ancora più complicato il supporto emotivo e pratico che i genitori possono offrire al loro figlio.