Civita di Bagnoregio, il borgo laziale noto come “la città che muore”, è al centro di un’attenzione crescente per i recenti fenomeni di crollo e cedimento del terreno. Le preoccupazioni sono aumentate dopo le eccezionali piogge di gennaio, che hanno portato a un terzo delle precipitazioni annuali medie nella zona. Questo evento ha riacceso i riflettori sulle fragili condizioni geomorfologiche del borgo, già noto per la sua instabilità.
Indagini e monitoraggio in corso
Le indagini geologiche, condotte dal Ministero e coordinate da Claudio Margottini, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico per la tutela e conservazione del paesaggio culturale, hanno rivelato piccoli cedimenti nel borgo. Roberto Troncarelli, presidente nazionale dell’Ordine dei geologi, ha spiegato che l’acqua sta erodendo la base di argilla, mettendo a rischio la parte superiore del borgo, costruita in tufo. “Stiamo indagando per capire come fermare questo movimento prima che sia troppo tardi e il ciglio del paese si ritiri ancora”, ha affermato Troncarelli. Le piogge eccezionali di gennaio hanno esacerbato la situazione, causando fenomeni franosi e alluvioni in diverse aree d’Italia, inclusa la provincia di Viterbo.
Il ruolo del comitato tecnico-scientifico
Il Comitato tecnico-scientifico, istituito nel 2021, è composto da esperti di altissimo profilo nel campo della geologia, geotecnica e difesa del suolo. Coordinato da Margottini, il comitato affianca l’amministrazione comunale per garantire che ogni intervento sia fondato sulle più avanzate conoscenze scientifiche. “Il comitato – spiegano Comune e Margottini – affianca l’amministrazione con l’obiettivo di garantire che ogni intervento su Civita di Bagnoregio sia fondato sulle più avanzate conoscenze scientifiche e risponda ai più elevati standard in materia di difesa del suolo e tutela del paesaggio culturale”. Questo modello operativo rappresenta un approccio esemplare di collaborazione tra scienza e istituzioni.
Interventi e finanziamenti per la sicurezza del borgo
Grazie allo studio condotto dal comitato, è emersa una significativa concentrazione di crolli e colate nell’area di arrivo del ponte di Civita tra il 2016 e il 2022. L’amministrazione comunale, informata dal deputato Mauro Rotelli, ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per risolvere la criticità. Le attività tecniche sono già partite e sono in corso indagini e studi propedeutici alla redazione del progetto esecutivo, sempre sotto il coordinamento del Comitato scientifico. Questo modello di prevenzione e collaborazione inter-istituzionale è considerato un esempio virtuoso a livello nazionale.