Armi sequestrate

Condanna per detenzione di armi durante la festa di Santa Rosa a Viterbo

Un 23enne curdo condannato a 3 anni e 4 mesi per possesso di armi clandestine durante la celebrazione della patrona

Condanna per detenzione di armi durante la festa di Santa Rosa a Viterbo

Si è concluso con una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione il processo a carico di un 23enne curdo arrestato il 3 settembre a Viterbo insieme a un connazionale mentre era in possesso di diverse armi, anche da guerra, nelle ore precedenti al trasporto della celebre Macchina di Santa Rosa. Il giovane è stato giudicato con rito abbreviato dal gip Fiorella Scarpato, ottenendo lo sconto di un terzo della pena.

Il processo e le accuse

Il giovane imputato è stato accusato di detenzione di armi clandestine. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi aveva chiesto una condanna a quattro anni, mentre la difesa è stata affidata all’avvocato Antonio Angelelli. La scelta del rito abbreviato ha permesso al 23enne di ottenere una riduzione della pena di un terzo. Diverso è stato l’esito per l’altro indagato, un 26enne che si è tolto la vita il 5 febbraio nel carcere di Mammagialla, impiccandosi alle sbarre della cella. Il procedimento nei suoi confronti è stato dichiarato estinto per morte del reo.

Il contesto e le armi sequestrate

Al momento dell’arresto, la polizia aveva trovato i due giovani all’interno di un bed & breakfast in via Santa Rosa, proprio lungo il percorso della processione dedicata alla patrona della città, Santa Rosa da Viterbo. Nella loro disponibilità c’erano una mitraglietta Tokarev di fabbricazione est-europea, due pistole semiautomatiche Browning, tre caricatori e numerose munizioni calibro 9. Le armi sarebbero state consegnate da una terza persona rimasta ignota, la stessa che avrebbe prenotato la stanza e fornito ai due documenti falsi, tra cui un passaporto.

Un episodio che scuote la comunità

La vicenda ha avuto un forte impatto sulla comunità di Viterbo, soprattutto in un contesto così significativo come la festa di Santa Rosa, una delle celebrazioni più sentite e partecipate della città. La presenza di armi durante una festa religiosa ha sollevato molte domande e preoccupazioni, mettendo in luce la necessità di un maggiore controllo e vigilanza durante eventi di massa. La condanna del 23enne curdo rappresenta un passo importante nella lotta contro il possesso illegale di armi, ma lascia anche aperte molte questioni irrisolte, tra cui l’identità della terza persona coinvolta e il motivo per cui le armi erano in possesso dei due giovani.