La movida nel Viterbese è finita sotto la lente dei controlli delle forze dell’ordine, che hanno portato alla luce un quadro preoccupante di irregolarità nei locali pubblici. Lavoro nero, carenze antincendio e violazioni delle norme di sicurezza sono solo alcune delle criticità emerse durante i blitz effettuati tra Viterbo e Bagnoregio. La situazione richiede un’attenzione immediata per garantire la sicurezza e la legalità in un settore in continua crescita.
Lavoro nero e carenze antincendio a bagnoregio
A Bagnoregio, nel cuore della Tuscia, i militari della Guardia di Finanza insieme alla Polizia Locale hanno scoperto quattro lavoratori completamente in nero all’interno di un locale di pubblico spettacolo. Nessuna busta paga, compensi in contanti e totale assenza di coperture contributive. Questo sistema parallelo non solo altera la concorrenza ma priva i dipendenti di diritti e tutele fondamentali. Durante lo stesso controllo, sono emerse gravi carenze nella prevenzione incendi, con dispositivi non manutenuti e una via di fuga parzialmente ostruita. La mancanza di adeguati presidi antincendio rappresenta un potenziale pericolo per l’incolumità collettiva, soprattutto in un contesto di intrattenimento serale dove la presenza di pubblico può essere consistente. Le verifiche sono ora al vaglio dei Vigili del Fuoco per le valutazioni di competenza.
Violazioni nelle norme di sicurezza nei bar di viterbo
Nello scorso fine settimana, la Polizia di Stato, attraverso la divisione polizia amministrativa e di sicurezza della Questura di Viterbo, insieme agli operatori del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, ha effettuato controlli mirati in due bar, uno nel capoluogo e uno in provincia. Anche in questo caso, l’attività ha riguardato il rispetto della normativa sull’esercizio d’impresa e la prevenzione dei rischi per clienti e lavoratori. L’esito non è stato indolore: in entrambi i locali è stata riscontrata la mancata esposizione delle tabelle relative a tariffe e prezzi, ma soprattutto sono emerse diverse violazioni in materia di prevenzione incendi e sicurezza sui luoghi di lavoro, segnalate all’autorità giudiziaria. In particolare, è stata accertata la carenza dei presidi antincendio e il mancato rispetto delle procedure di sicurezza da adottare in caso di esodo delle persone presenti all’interno del locale.
La sfida per una movida sicura e legale
Il filo rosso che lega questi episodi è evidente. La crescita dell’offerta di intrattenimento e ristorazione nella Tuscia, spinta anche dal turismo e dalla vitalità dei fine settimana, deve fare i conti con una cultura della legalità che non può essere intermittente. Il rispetto delle norme su lavoro, sicurezza e prevenzione incendi non rappresenta un appesantimento burocratico ma una condizione minima di civiltà economica. Il lavoro nero, oltre a costituire un reato, produce un danno sistemico. Penalizza gli imprenditori che rispettano le regole, altera il mercato e priva lo Stato di risorse. Ma soprattutto lascia i lavoratori in una zona grigia di precarietà e ricattabilità. Allo stesso modo, trascurare la manutenzione degli impianti antincendio o ignorare le procedure di evacuazione significa mettere a rischio la vita delle persone per risparmiare su costi che dovrebbero essere considerati investimenti obbligati. L’intensificazione dei controlli, sollecitata anche dalla Prefettura, rappresenta un segnale chiaro. La Tuscia, da Viterbo ai borghi più turistici, non può permettersi zone d’ombra se vuole consolidare un modello di sviluppo credibile e duraturo. La movida può essere un valore aggiunto per l’economia locale, ma solo se accompagnata da trasparenza, tutela del lavoro e rigoroso rispetto delle norme di sicurezza. La sfida, oggi, non è solo reprimere le irregolarità, ma costruire una consapevolezza diffusa tra esercenti e cittadini. Perché un locale sicuro e un lavoro regolare non sono un favore allo Stato, ma una garanzia per tutta la comunità.