TRAGEDIA SVENTATA

Figlio 14enne salva la madre da violenza domestica: “Papà sta picchiando mamma”

Un drammatico episodio di maltrattamenti in famiglia svela la disperazione di un adolescente che chiede aiuto

Figlio 14enne salva la madre da violenza domestica: “Papà sta picchiando mamma”

In un piccolo borgo della provincia di Viterbo, un ragazzo di soli 14 anni ha trovato il coraggio di chiedere aiuto per salvare la madre da una violenta aggressione del padre. La drammatica vicenda, avvenuta nella sera del 13 marzo 2024, è emersa durante il processo a carico di un sessantenne romeno, accusato di maltrattamenti in famiglia.

L’allarme del figlio e l’intervento dei vicini

Il giovane, impaurito per l’aggressione che la madre stava subendo, suonò tutti i campanelli del palazzo per chiedere aiuto. Un ex vicino di casa, testimone dell’evento, ha raccontato in aula come il ragazzo chiamò il 112, attirando l’attenzione dei carabinieri. Un 61enne, che si trovava nel palazzo, intervenne immediatamente, fermando l’imputato sul pianerottolo. “Mi sembrava una famiglia tranquilla. In quella circostanza, però, l’uomo non era lucido”, ha dichiarato il testimone. Non era la prima volta che il ragazzo chiedeva aiuto: già a gennaio dello stesso anno, aveva fatto lo stesso per chiedere soccorso.

Le indagini e le testimonianze

Le indagini furono condotte dai carabinieri, che raccolsero le testimonianze dei presenti. I sanitari del 118 trasferirono in ospedale moglie, marito e figlio, tutti in forte stato di agitazione. “La donna e il ragazzino lamentavano dolori in diverse parti del corpo”, ha spiegato un militare. La donna presentò denuncia il giorno successivo, allegando anche conversazioni WhatsApp. Tuttavia, dalle chat non risultava nulla di significativo: l’imputato chiedeva scusa e la moglie appariva disponibile a una possibile riconciliazione. Dal maggio successivo, l’uomo fu sottoposto al divieto di avvicinamento con il braccialetto elettronico.

Il racconto di un vicino di casa

Un 69enne, che conosceva la coppia da tempo, ha testimoniato in aula. Tra il 2018 e il 2022, quando la coppia viveva in un altro paese, l’imputato era in cura per un esaurimento. In un paio di occasioni, il testimone dovette intervenire per tutelare il bambino. “Assumendo farmaci che lo rendevano più violento, aggrediva la moglie e il figlio. Una sera litigarono perché lui era convinto che lei lo tradisse e cercò di strapparle il cellulare dalle mani. Io e mio figlio riuscimmo ad entrare dalla finestra e separarli”, ha raccontato.

La vicenda di Viterbo sottolinea l’importanza di intervenire tempestivamente in casi di violenza domestica, spesso nascosti dietro porte chiuse. Il coraggio del giovane ragazzo ha permesso di svelare una situazione di abuso e di chiedere giustizia, offrendo una speranza di protezione e di cambiamento per la famiglia coinvolta.