Scagionata

Giuseppina Castellani assolta da accuse di maltrattamento dopo dieci anni di procedimento giudiziario

La docente di lettere, 60 anni, era sotto processo per presunti maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno durante l'anno scolastico 2015/16

Giuseppina Castellani assolta da accuse di maltrattamento dopo dieci anni di procedimento giudiziario

Giuseppina Castellani, una professionista stimata nel campo dell’insegnamento, ha finalmente visto riconosciuta la sua innocenza dopo un decennio di incertezza legale. La professoressa di lettere, sessantenne, era finita sotto processo per presunti maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno che frequentava un istituto omnicomprensivo di Bagnoregio nell’anno scolastico 2015/16. L’epilogo di questa lunga vicenda giudiziaria si è concretizzato ieri, davanti al giudice monocratico Daniela Rispoli, che ha sancito l’assoluzione della docente, ponendo fine a un periodo di profonda angoscia e scrutinio pubblico. La professoressa Castellani, attraverso il suo legale, l’avvocato Giovanni Labate, ha costantemente respinto ogni addebito, sostenendo fermamente la propria estraneità ai fatti contestati.

La svolta dopo dieci anni di attesa

Il processo, iniziato nel lontano 2016, ha attraversato diverse fasi, caratterizzate da testimonianze e lunghe attese. Le ultime deposizioni in aula risalgono al febbraio 2022, quando furono ascoltati cinque genitori di compagni di classe della presunta vittima, nonché la dirigente scolastica dell’epoca. La preside aveva, in quella sede, dichiarato di aver ricevuto una lettera di lamentele da parte di alcuni genitori, evidenziando la preoccupazione della madre dello studente in questione. Quest’ultima aveva manifestato il timore che il figlio non volesse più recarsi a scuola, poiché si sentiva denigrato dalla docente di italiano. Di fronte a queste segnalazioni, la dirigente scolastica aveva ritenuto opportuno convocare un consiglio di classe straordinario, al quale presero parte anche i rappresentanti dei genitori.

Le testimonianze e le criticità emerse

Durante il consiglio di classe straordinario, emersero alcune criticità relative al programma scolastico e ai rapporti interpersonali tra la docente e l’alunno. Era stato messo in luce che lo studente soffriva di disgrafia ed era seguito con certificazione Bes (Bisogni Educativi Speciali), elemento che aveva richiesto un approccio didattico specifico. Tuttavia, un punto cruciale emerso dalle testimonianze di tutti i presenti fu che nessuno aveva assistito direttamente a specifici episodi di maltrattamento. Tutti affermarono di essere venuti a conoscenza dei fatti esclusivamente attraverso i racconti dei propri figli, il che rendeva le testimonianze indirette e basate su percezioni altrui piuttosto che su fatti osservati direttamente. Questa mancanza di prove dirette ha probabilmente giocato un ruolo determinante nella decisione del giudice.

La riabilitazione professionale e personale

L’assoluzione di Giuseppina Castellani rappresenta non solo un sollievo personale per la docente, ma anche una riabilitazione della sua figura professionale. Dieci anni di imputazione, seppur presunta, possono lasciare segni indelebili sulla reputazione e sulla serenità di un individuo, specialmente in ambito educativo dove la fiducia è un elemento cardine. Ora, con la sentenza di assoluzione, la professoressa Castellani potrà voltare pagina, libera da ogni ombra e con la possibilità di dedicarsi pienamente alla sua passione per l’insegnamento, con rinnovata serenità e la certezza di aver superato una prova molto difficile. Questa vicenda sottolinea, ancora una volta, l’importanza fondamentale di una giustizia equa e basata su prove concrete, che tuteli sia chi è accusato sia chi ritiene di aver subito un torto.