Un’ampia operazione della Guardia di Finanza di Tarquinia ha portato allo smantellamento di una rete di traffico di droga attiva tra Tarquinia e Santa Marinella. Le misure cautelari eseguite all’alba del 22 aprile 2026 hanno coinvolto tre donne, aggiungendosi alle nove già eseguite nei giorni precedenti nell’ambito di un’inchiesta che ha portato alla luce una sofisticata organizzazione di spaccio.
Le misure cautelari e le indagini
Le misure cautelari odierne sono state disposte dalla procura di Civitavecchia e riguardano la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il Gip ha ritenuto necessario un costante monitoraggio delle tre indagate in attesa del processo. Una delle donne è finita agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per evitare che reiteri la condotta illecita, mentre per un’altra è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiana agli uffici di polizia. La terza indagata è stata sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di domicilio. Queste misure mirano a garantire la permanenza delle indagate nel territorio in attesa del processo.
Il blitz precedente e i sequestri
Nei giorni scorsi, oltre cento militari della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del Gip che ha disposto nove misure personali nei confronti di un gruppo dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Otto persone sono finite in carcere, mentre per un indagato è stato disposto il divieto di dimora nella regione Lazio. Tra gli arrestati ci sono marocchini, tunisini, algerini e italiani, alcuni dei quali con precedenti penali per droga. Durante il maxi blitz, è stato arrestato anche un italiano residente a Santa Marinella, per il quale il pm ha disposto i domiciliari. L’operazione ha portato a trenta perquisizioni personali tra le province di Viterbo, Pisa, Milano e Grosseto, con il sequestro di oltre un etto di cocaina, 45 grammi di marijuana, 10 grammi di hashish, più di due etti di sostanza da taglio e tre bilancini. Il bottino si aggiunge a quanto già sequestrato durante le indagini, per un totale di oltre sei etti di stupefacenti e 50mila euro in contanti.
Lo spaccio alla roccaccia e il call center della droga
Le indagini sono scattate a novembre 2024 e si sono concentrate su una piazza di spaccio all’interno dell’area boschiva in località Roccaccia a Tarquinia. L’attività info-investigativa dei finanzieri, attraverso appostamenti, pedinamenti e indagini tecniche, ha portato a individuare un sodalizio criminale composto da magrebini dedito al traffico e allo spaccio di hashish e cocaina, con canale di approvvigionamento nella provincia di Pisa. Durante le indagini sono emerse anche le posizioni di fiancheggiatori italiani nonché assuntori che hanno fornito supporto logistico procurando alloggi, cibo e mezzi di trasporto agli spacciatori. Il gruppo operava come un vero “call center” con base in Toscana dal quale venivano forniti, anche tramite le principali App di messaggistica come Whatsapp e Telegram, i prezzi e le coordinate dei pusher all’interno dell’area boschiva per rendere più agevole il ritiro della droga desiderata.
I numeri delle indagini
Numerosi gli obiettivi monitorati, tra utenze telefoniche e auto in uso agli indagati. Sono state intercettate e analizzate oltre 3mila conversazioni, più di 1600 le ore di videoriprese che hanno documentato oltre 750 episodi di spaccio, ricostruite forniture di sostanze stupefacenti (pari a circa quattro chili tra cocaina e hashish) trasportate a Tarquinia dalle provincie di Pisa e Grosseto. Inoltre sono stati eseguiti oltre 30 riscontri investigativi, con cinque persone denunciate all’autorità giudiziaria e 25 segnalati alle rispettive prefetture, nonché un arresto in flagranza di un soggetto poi condannato sempre per droga.