Scomparsa prematura

Indagini sulla morte di Artem: nessun segnale di bullismo dalla scuola di Viterbo

Le autorità continuano ad indagare sulla scomparsa del tredicenne, concentrandosi sull'ambiente scolastico frequentato dal giovane.

Indagini sulla morte di Artem: nessun segnale di bullismo dalla scuola di Viterbo

Le indagini sulla tragica scomparsa di Shyliuk Artem, il tredicenne trovato senza vita nel quartiere Paradiso di Viterbo, si concentrano sull’analisi degli elementi emersi dagli accertamenti. In attesa dell’esito dell’autopsia, gli inquirenti stanno vagliando attentamente ogni dettaglio per ricostruire gli ultimi giorni di vita del giovane e comprendere le circostanze che hanno portato alla sua morte.Un aspetto cruciale delle indagini riguarda l’ambiente scolastico frequentato da Artem, al fine di escludere possibili moventi o fattori scatenanti legati alla sua esperienza all’interno dell’istituto.

Accertamenti scolastici e testimonianze

La polizia ha condotto una serie di audizioni presso la scuola media dell’istituto comprensivo Egidi, frequentata da Artem. Docenti e personale dirigente sono stati ascoltati per fornire elementi utili a ricostruire il percorso scolastico del tredicenne. Dalle testimonianze raccolte, tuttavia, non sarebbero emersi riscontri riconducibili a episodi di bullismo o altre forme di disagio manifestate in ambito scolastico. Questo dato assume particolare rilevanza nel quadro dell’inchiesta, poiché indirizza le indagini verso altre possibili piste investigative. Gli inquirenti stanno valutando attentamente ogni elemento emerso dagli accertamenti scolastici, al fine di comprendere se vi siano stati segnali premonitori o situazioni di difficoltà vissute dal ragazzo che possano aver contribuito al tragico evento.

Il profilo scolastico di artem

Un contributo significativo alla ricostruzione del profilo di Artem è stato fornito dalla dirigente scolastica, Monica Cavalletti, che ha chiarito il percorso del ragazzo all’interno dell’istituto. Artem aveva iniziato a frequentare la scuola secondaria di primo grado Egidi nel settembre 2024, venendo inserito in una classe prima. Inizialmente, a causa della sua scarsa conoscenza della lingua italiana, era stato avviato al percorso di alfabetizzazione per gli alunni “Nai” (neo arrivati in Italia), un’iniziativa che la scuola attiva ogni anno per favorire l’inclusione degli studenti stranieri. Tuttavia, grazie al suo impegno e alla sua volontà di apprendere, Artem aveva rapidamente superato le difficoltà iniziali, raggiungendo risultati positivi sia nel precedente anno scolastico sia nel primo periodo di quello in corso. Questo progresso aveva reso superfluo il suo ulteriore sostegno linguistico, testimoniando un progressivo e riuscito inserimento nel contesto scolastico.

La dirigente scolastica ha inoltre evidenziato la partecipazione attiva di Artem alla vita dell’istituto, sia per quanto riguarda le attività didattiche sia per le iniziative sportive. Il ragazzo era particolarmente interessato alla pallavolo e all’atletica, discipline in cui si impegnava con entusiasmo. La preside ha riferito di aver incontrato più volte Artem in diverse occasioni, come l’ingresso a scuola, le visite in classe e gli eventi scolastici, senza mai percepire segnali di disagio o difficoltà. Questo quadro complessivo, basato sulle testimonianze dei docenti e della dirigenza scolastica, non farebbe emergere elementi di criticità evidenti all’interno dell’ambiente scolastico frequentato da Artem.

Proseguono le indagini

Nonostante l’assenza di riscontri di bullismo o disagio scolastico, le indagini sulla morte di Artem proseguono senza sosta. Gli inquirenti stanno esplorando tutte le possibili piste investigative, raccogliendo testimonianze e analizzando ogni elemento utile a ricostruire gli ultimi giorni di vita del ragazzo. L’obiettivo è fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla sua tragica scomparsa e accertare eventuali responsabilità.