Processo in corso

Processo a Viterbo per abusi su minore: il prete difende l’imputato

Un 66enne originario delle Filippine accusato di violenza sessuale aggravata su una minore torna in patria dopo la denuncia

Processo a Viterbo per abusi su minore: il prete difende l’imputato

Un processo delicato e complesso è in corso davanti al tribunale di Viterbo, dove un 66enne originario delle Filippine è accusato di violenza sessuale aggravata su una minore. L’uomo, che ha fatto da padrino al battesimo della sorella della vittima, è tornato nel suo paese d’origine dopo la denuncia, ma il parroco della comunità filippina lo ha difeso, affermando che non è scappato ma aveva problemi di salute.

Le accuse e i dettagli del caso

Secondo la procura di Viterbo, gli abusi sarebbero iniziati nel 2015, quando la vittima aveva solo 9 anni, e si sarebbero protratti fino al 2020. La giovane, oggi maggiorenne, ha raccontato durante l’incidente probatorio di palpeggiamenti e baci indesiderati, con episodi via via più gravi: baci sul collo, tocchi ai seni e al sedere, tentativi di abbassarle i pantaloni del pigiama, pressioni con gli organi genitali sulle gambe e mani tra le gambe. L’ultimo episodio contestato risale al 20 dicembre 2020, quando la ragazza, appena 14enne, era in casa da sola con il fratellino. Le testimonianze di due compagne di scuola della vittima, una delle medie e l’altra del liceo, hanno confermato che sapevano che l’uomo “aveva toccato” l’amica, anche se non ricordavano bene i fatti.

Il processo e le dichiarazioni della difesa

Nell’ultima udienza, l’imputato, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, ha sempre negato le accuse, sostenendo che si trattava di gesti affettuosi senza intenti sessuali. L’uomo è sposato e ha due figli. La ragazza, dopo la denuncia alla polizia, è stata seguita da psicologi e ha iniziato un percorso di arti marziali per recuperare fiducia in se stessa. I genitori, anchessi di origine filippina, si sono costituiti parte civile. L’udienza è stata rinviata al 13 aprile per l’ascolto dell’ultimo testimone della difesa e per la sentenza.

Un caso che solleva questioni complesse

Il caso di Viterbo solleva questioni complesse legate alla violenza sessuale e alla protezione dei minori. La difesa dell’imputato, che ha coinvolto anche il parroco della comunità filippina, ha portato alla luce aspetti culturali e sociali che meritano attenzione. La comunità filippina di Viterbo, infatti, è stata coinvolta direttamente nel processo, con il parroco che ha testimoniato davanti ai giudici, affermando di sapere delle accuse ma di non considerare l’uomo un fuggitivo. Questo caso sottolinea l’importanza di un approccio sensibile e culturale nella gestione di casi di violenza sessuale, soprattutto quando coinvolgono comunità straniere.