Un uomo di 40 anni di Sipicciano è finito a processo con accuse gravissime: stalking, procurato allarme, interruzione di pubblico servizio e sostituzione di persona. Le vittime sono i vicini di casa di Graffignano, che hanno subito una serie di molestie e frodi. L’imputato, già detenuto per un’altra causa, è stato rinviato a giudizio in tre procedimenti, due dei quali sono già davanti al giudice monocratico, mentre il terzo è ancora pendente di fronte al GIP.
Una escalation di molestie e frodi
Le accuse contro l’uomo sono pesanti e dettagliate. Secondo le contestazioni, l’imputato ha messo in atto una vera e propria escalation di molestie nei confronti dei vicini. Tra le azioni più gravi, ci sono le telefonate al 112 nelle quali si sarebbe finto un’altra persona, arrivando a dichiarare falsamente di aver accoltellato qualcuno o segnalando emergenze inesistenti. Inoltre, ha attivato contratti di luce e gas a nome delle vittime, causando loro gravi disagi. In alcuni casi, ha anche richiesto servizi a nome delle vittime, come necrofori, carri attrezzi e mobili mai richiesti, che sono stati recapitati a domicilio. Le molestie non si sono limitate a questo: l’uomo avrebbe anche danneggiato tombe di famiglia.
Un passato problematico e le richieste del difensore
L’uomo è noto alle cronache per un precedente episodio di violenza nei confronti della madre. Il giudice per l’udienza preliminare aveva disposto il rinvio a giudizio. Mercoledì, in aula, il difensore, l’avvocato Luca Nisi, ha chiesto la riunione dei primi due procedimenti, ma l’istanza è stata respinta: i due dibattimenti sono in fasi processuali diverse. Le accuse si inseriscono in un quadro già problematico, che vede l’imputato coinvolto in una serie di episodi di violenza e molestie.
Un caso che richiede attenzione e vigilanza
Il caso dello stalker seriale di Sipicciano è un esempio di come la persecuzione e le frodi possano avere un impatto devastante sulla vita delle vittime. È fondamentale che la giustizia faccia il suo corso e che le autorità continuino a monitorare situazioni simili per prevenire ulteriori episodi di violenza. La comunità di Graffignano e di Viterbo devono essere consapevoli della gravità di questi atti e lavorare insieme per garantire la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini.