Allo svincolo dell’A1 di Orte sono tornati i trattori, simbolo di una protesta che dura da due anni, con l’obiettivo di difendere i diritti degli agricoltori italiani. Sebbene il numero di partecipanti fosse ridotto, i pochi presenti si sono mostrati determinati, guidati da Tonino Monfeli, leader del gruppo che a gennaio e febbraio 2024 aveva visto decine di agricoltori della Tuscia opporsi alle forze dell’ordine, bloccando l’intero svincolo con balle di fieno pesanti oltre due quintali.
“Non conta il numero dei partecipanti – ha dichiarato Monfeli all’ANSA – continueremo la nostra protesta finché non verranno riconosciuti i nostri diritti”. Ha inoltre sottolineato: “Ogni anno chiudono 37 mila aziende agricole, secondo i dati Istat. La situazione è drammatica: in dieci anni, l’agricoltura come la conosciamo potrebbe scomparire, sostituita da pochi colossi e da cibi processati e pericolosi”. Monfeli ha concluso: “Siamo qui per difendere la salute di tutti, non solo la nostra sopravvivenza”.