Orrore in famiglia

Viterbo, 80enne a processo per violenza sessuale sulla nipote tredicenne

La denuncia è emersa da un tema scolastico in cui la giovane ha descritto gli abusi subiti mentre dormiva a casa del nonno

Viterbo, 80enne a processo per violenza sessuale sulla nipote tredicenne

Un uomo di ottant’anni di Viterbo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni della nipote, che all’epoca dei fatti aveva tredici anni. La giudice per le udienze preliminari (GUP) Savina Poli ha accolto la richiesta della procura, disponendo l’avvio del processo.

La rivelazione tra i banchi di scuola

La vicenda, risalente a circa quattro anni fa, ha avuto origine tra le mura scolastiche. La giovane, durante un compito in classe, ha affidato al tema il racconto di episodi inquietanti, descrivendo carezze indesiderate e attenzioni non gradite che, secondo l’accusa, si sarebbero verificate durante i suoi pernottamenti a casa del nonno. “Mi tocca e mi dà fastidio, non voglio più andare da lui”, avrebbe scritto la tredicenne, rivelando un profondo disagio e un chiaro rifiuto verso le attenzioni dell’uomo.

Immediatamente dopo la lettura del tema, la scuola ha provveduto a segnalare il caso alla procura e alla famiglia della minorenne, che ha prontamente deciso di allontanare la ragazza dall’anziano. La sostituta procuratrice Paola Conti ha quindi avviato le indagini per far luce sulla vicenda.

Le indagini e le testimonianze

La ragazzina è stata ascoltata dagli inquirenti e da esperti psicologi, con tutte le cautele che il caso richiedeva. Durante gli interrogatori, ha raccontato di molestie e abusi che si sarebbero ripetuti nel tempo. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, in diverse occasioni il nonno le avrebbe toccato le parti intime, infilando le mani nei pantaloncini che indossava, palpeggiandole il seno e arrivando persino a mettersi nel letto con lei.

Nell’avviso di conclusione delle indagini, all’anziano è stata contestata la violenza sessuale aggravata dall’età della vittima e dal vincolo di parentela. Secondo l’accusa, l’uomo, “in qualità di nonno materno, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, induceva la nipote a lui affidata a subire atti sessuali”. La giovane avrebbe anche opposto resistenza e manifestato apertamente il suo disagio, fino a esprimere chiaramente la volontà di non voler più soggiornare a casa del nonno. Dopo la scioccante rivelazione contenuta nel tema scolastico, i rapporti tra i due si sarebbero interrotti definitivamente.

Il vaglio dell’attendibilità e l’inizio del processo

Nel corso delle udienze preliminari, la testimonianza della ragazzina è stata sottoposta a un’attenta valutazione da parte di diversi specialisti, chiamati a esprimersi sulla sua attendibilità. Le consulenze tecniche, tuttavia, avrebbero prodotto risultati contrastanti: lo psicologo della famiglia avrebbe escluso alterazioni nella percezione della realtà, ritenendo quindi la tredicenne credibile, mentre altri esperti avrebbero espresso pareri divergenti. La prima udienza del processo è stata fissata per il mese di giugno, quando si cercherà di fare piena luce su questa triste vicenda.