La città di Viterbo è scossa da una tragica vicenda che ha visto la morte di un giovane tredicenne. Le autorità competenti hanno avviato un’indagine per istigazione al suicidio, nel tentativo di far luce sulle circostanze che hanno portato a questo drammatico evento. Parallelamente, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio ha espresso la necessità di accertare se la giovane vittima vivesse in una condizione di disagio o fosse stata vittima di atti di bullismo. La comunità locale è in lutto, mentre si cerca di comprendere le cause di questa immane tragedia.
L’intervento del garante dell’infanzia e dell’adolescenza
Monica Sansoni, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, ha espresso il suo profondo cordoglio per la perdita del giovane di origini ucraine, sottolineando come la notizia della sua morte rappresenti “un evento drammatico che scuote profondamente le coscienze e addolora l’intera comunità regionale”. In questo momento di dolore, il suo pensiero va principalmente alla famiglia del ragazzo, a cui ha voluto esprimere la sua “vicinanza umana e istituzionale”. Sansoni ha dichiarato di attendere con “rispetto e senso di responsabilità” l’esito delle indagini della magistratura, auspicando che vengano chiarite le cause e la dinamica dei fatti. Parallelamente, ha annunciato che, nel pieno rispetto delle indagini in corso, acquisirà tutte le informazioni disponibili sul caso per valutare la presenza di eventuali situazioni di fragilità, disagio emotivo o episodi di bullismo che potrebbero aver influito sul vissuto del tredicenne.
La Garante ha poi posto l’accento sull’importanza di non sottovalutare eventuali segnali di sofferenza nei giovani: “Il solo sospetto che dietro una morte così prematura possa esserci una condizione di sofferenza non intercettata impone a tutti noi, istituzioni comprese, una riflessione profonda”. Ha inoltre evidenziato come “il bullismo, l’isolamento, la paura di non essere accettati o ascoltati rappresentano ferite silenziose che, se non riconosciute in tempo, possono avere conseguenze devastanti”.
Infine, Sansoni ha richiamato l’attenzione sull’importanza di rafforzare il dialogo tra famiglia, scuola e servizi territoriali, soprattutto in momenti delicati come il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie: “La coincidenza temporale con il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie richiama l’attenzione sull’importanza di accompagnare bambini e adolescenti nei momenti più delicati del loro percorso di crescita, rafforzando il dialogo tra famiglia, scuola e servizi territoriali”. Per Sansoni, la tutela dei diritti dei minorenni passa attraverso l’ascolto, la prevenzione e la costruzione di reti di supporto capaci di cogliere i segnali di disagio prima che sia troppo tardi, affinché “nessun ragazzo deve sentirsi solo, invisibile o senza vie d’uscita”. La Garante ha concluso esortando a trasformare il dolore in impegno concreto per il benessere dei giovani.
Dettagli sulla vicenda e indagini in corso
Il tragico evento si è consumato nella notte tra martedì e mercoledì, quando il corpo del tredicenne è stato rinvenuto senza vita sotto la finestra della sua abitazione, situata nel quartiere Paradiso di Viterbo. La scoperta è avvenuta a poche ore dal suo previsto rientro a scuola dopo le vacanze natalizie, un dettaglio che aggiunge ulteriore tristezza e interrogativi alla vicenda.
La Procura di Viterbo ha immediatamente avviato un’indagine per istigazione al suicidio, un atto dovuto per fare piena luce sulle cause che hanno portato il giovane a compiere l’estremo gesto. Gli inquirenti stanno lavorando a stretto contatto con gli investigatori per ricostruire gli ultimi giorni di vita del tredicenne, analizzando la sua vita privata e scolastica alla ricerca di elementi utili a comprendere il suo stato d’animo e le eventuali difficoltà che stava affrontando.
Al momento, non sono state rilasciate informazioni ufficiali sulle cause specifiche della morte, né sono emersi dettagli su possibili moventi o responsabilità di terzi. Le indagini sono in corso e si preannunciano delicate e complesse, data la giovane età della vittima e la necessità di tutelare la sua memoria e la privacy della sua famiglia.
Un impegno collettivo per la tutela dei minori
La tragica morte del tredicenne di Viterbo ha riacceso i riflettori sull’importanza di un impegno collettivo per la tutela dei minori e la prevenzione del disagio giovanile. Le parole del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio richiamano la responsabilità di istituzioni, famiglie, scuole e servizi territoriali nel garantire ai giovani un ambiente sicuro, protettivo e supportivo, in cui possano esprimere liberamente le proprie emozioni, affrontare le difficoltà e costruire un futuro sereno.
È fondamentale che gli adulti di riferimento siano in grado di cogliere i segnali di disagio, anche quelli più lievi o nascosti, e di offrire ai ragazzi un ascolto attento e una guida adeguata. La prevenzione del bullismo, dell’isolamento e di altre forme di sofferenza psicologica passa attraverso la promozione di una cultura del rispetto, dell’empatia e della solidarietà, in cui ogni giovane si senta valorizzato, accettato e parte integrante della comunità.