Tarquinia si prepara a un futuro radioso con la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028. Il progetto, presentato al ministero, non si limita a eventi culturali, ma punta a una trasformazione profonda del territorio, coinvolgendo dodici comuni tra il Viterbese e il litorale romano. L’obiettivo è creare nuovi posti di lavoro, recuperare edifici abbandonati e attrarre turisti con un’offerta unica, che unisce storia, arte, tecnologia e buon cibo.
Un progetto che unisce due province
Tarquinia è il comune capofila di un progetto che coinvolge una vasta rete di comuni. Tra questi, Barbarano Romano, Blera, Montalto di Castro e Monte Romano nella provincia di Viterbo, e Allumiere, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Santa Marinella e Tolfa nella provincia di Roma. L’area interessata ospita 250mila persone e l’obiettivo è creare una “città diffusa”, dove i turisti possano spostarsi facilmente tra il mare e l’entroterra, seguendo percorsi organizzati e collegamenti più efficienti. Questo approccio mira a distribuire i benefici del turismo in modo equo, coinvolgendo anche i piccoli centri che spesso ne sono esclusi.
Recupero e innovazione per un futuro sostenibile
Il progetto prevede diversi interventi di recupero di edifici storici. A Tarquinia, l’ex cartiera sarà trasformata in un centro culturale moderno, con sale per convegni e una foresteria per ospitare studenti e artisti. Anche l’ex mattatoio sarà ristrutturato per diventare un luogo di formazione. A Tolfa, invece, il palazzo Buttaoni ospiterà l’Accademia della catana, dove i maestri del cuoio insegneranno ai giovani un mestiere antico. Il piano economico prevede un investimento di circa 8 milioni di euro, con fondi provenienti da diverse fonti, tra cui il ministero, la regione, sponsor privati e bandi europei. Si stima che il progetto possa portare a un aumento del 10% del fatturato per ristoranti, alberghi e negozi della zona.
Un futuro radioso per tarquinia
Il progetto di Tarquinia per diventare Capitale della Cultura 2028 rappresenta un’opportunità unica per il territorio. Non si tratta solo di organizzare eventi culturali, ma di creare un ecosistema che unisca storia, arte, tecnologia e sostenibilità. Il coinvolgimento dei giovani, l’uso della tecnologia e la promozione del territorio a livello nazionale sono elementi chiave per il successo del progetto. Se Tarquinia dovesse spuntarla, il 2028 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il territorio, dove cultura e innovazione camminano insieme verso un futuro radioso.