Viterbo si trova ad affrontare una crisi culturale senza precedenti: la città è priva di sale cinematografiche da oltre vent’anni, e il futuro del cinema Genio e del cinema Lux è ancora incerto. Mauro Morucci, direttore organizzativo del Tuscia Film Fest e dell’Italian Film Festival di Berlino, ha espresso preoccupazioni riguardo al recupero del cinema Genio e alle opportunità perse per il cinema Lux.
Il genio: Tra finanziamenti e scelte discutibili
Il cinema Genio, chiuso definitivamente nel dicembre 2005, è rimasto abbandonato nel cuore del centro storico di Viterbo. Nonostante sia in lista per ricevere i finanziamenti del Fesr, l’amministrazione sembra orientata verso la creazione di un centro congressi. Morucci, però, mette in guardia sulle differenze tecniche tra un polo per i congressi e una sala proiezioni. “Se fai un centro congressi, per carità magari poi Viterbo diventerà il centro della congressistica internazionale e ogni settimana ci sarà un congresso, non fai un cinema”, afferma Morucci. Il direttore del Tuscia Film Fest ricorda che il progetto presentato all’epoca prevedeva un centro culturale polivalente, attrezzato come un cinema. Tuttavia, se si parte con l’intento di creare un centro congressi, le proiezioni non sarebbero qualitativamente adeguate per un cinema moderno.
Le occasioni perse e le responsabilità della politica
Morucci riporta alla luce una ferita ancora aperta per la città: il tentativo di recupero promosso da capitali privati sotto la giunta Michelini. Due imprenditori, Paolo e Francesco Ferretti, erano pronti a investire nel Genio, ma l’operazione naufragò tra rinvii e richieste giudicate inaccettabili dai privati. “Il progetto dell’epoca era di fare il cinema, ma permettere anche un utilizzo culturale a 360°”, ricorda Morucci. L’idea era di creare un bistrò nel foyer interno, lavorare con le scuole e proporre eventi culturali come concerti jazz. Morucci non usa mezzi termini: “La giunta Michelini fece scappare chi voleva investire. Ho cercato di fargli capire che era un’occasione unica, cioè o lo riaprivi in quel momento o non l’avresti fatto più. E infatti è andata così”.
Il futuro delle sale cinematografiche a viterbo
Morucci sottolinea anche il ruolo del pubblico viterbese, invitando a una riflessione sul reale attaccamento della città alle sue sale. “Tutti quelli che si stracciavano e si stracciano le vesti perché non c’è il cinema a Viterbo, avessero avuto l’abitudine di andarci una volta a settimana probabilmente oggi almeno una sala aperta l’avevano”, fa notare. Lo sguardo si sposta inevitabilmente sul cinema Lux, su cui ciclicamente si accendono speranze e si susseguono annunci. Morucci afferma che per riaprire il Lux servono 90mila euro per i lavori, ma la gestione degli spazi e la ricerca dei fondi rimangono punti critici. “Inoltre secondo me è stato fatto l’errore di scollegarlo dal bar. Avresti avuto una struttura più solida, potevi gestire un cinema bistrò mettendo insieme le tue attività”, spiega. Morucci sottolinea anche l’importanza di partecipare ai bandi per il recupero di sale cinematografiche dismesse, come quello del 2024, per ottenere i fondi necessari.