Verso una nuova contabilità

A Viterbo i numeri diventano politica: la Provincia al centro del dibattito su Accrual e benessere equo e sostenibile

Una giornata di studio in memoria di Patrizio Belli mette insieme istituzioni, accademia e professionisti per ripensare i conti pubblici e leggere il territorio attraverso gli indicatori BES.

A Viterbo i numeri diventano politica: la Provincia al centro del dibattito su Accrual e benessere equo e sostenibile

La Sala Conferenze della Provincia di Viterbo, in via Saffi 39, diventa il 22 gennaio 2026 il luogo in cui i numeri smettono di essere solo colonne di bilancio e si trasformano in strumenti di lettura del territorio e di orientamento delle politiche pubbliche. La giornata di studio “Cosa raccontano i numeri”, dedicata alla memoria del dottor Patrizio Belli, unisce in un unico programma il percorso verso la contabilità accrual degli enti locali e l’analisi del Benessere equo e sostenibile (BES) nelle province del Lazio e nella Tuscia.
​Fin dal mattino, la presenza dei vertici istituzionali sottolinea il carattere strategico dell’iniziativa: portano i saluti il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia Tiziana Laureti, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo Luigi Sini e il presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili Stefano Tedeschi.

Dalla contabilità tradizionale al modello Accrual

La prima parte del programma è dedicata al passaggio alla contabilità accrual, un cambiamento che sta ridisegnando il modo in cui le amministrazioni pubbliche italiane misurano il proprio patrimonio e il proprio impatto. Il dibattito, moderato da Nicola Cinosi della Commissione studio Accrual del CNDCEC, mette al centro il sistema del patrimonio nell’Accrual Accounting e il tema del “valore pubblico”, cioè la capacità dei conti di riflettere non solo gli equilibri finanziari ma anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
​Esperti come Francesco Delfino (UPI nazionale) e Marco Marafini (Ragioneria Generale della Regione Lazio) approfondiscono questioni molto concrete: dalla cancellazione del debito derivante dalle anticipazioni di liquidità alla corretta quantificazione del fondo rischi contenzioso, passando per gli accantonamenti e l’esercizio finanziario. Interventi come quelli di Marco Iacobucci e Stefano Quintarelli, rispettivamente Ragioniere generale e Vice ragioniere generale di Roma Capitale, richiamano le Linee guida ITAS 9 su ricavi e proventi e l’affidabilità del risultato di amministrazione, sottolineando il ruolo dei controlli della Corte dei Conti.

​BES: misurare il benessere oltre il PIL

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sul BES, il Benessere equo e sostenibile, il set di indicatori sviluppato da Istat e Cnel per misurare il progresso non solo in termini economici ma anche sociali e ambientali. Il sistema BES si fonda su un approccio multidimensionale che considera 12 domini fondamentali – dal lavoro alla salute, dall’istruzione alla qualità dell’ambiente – integrando misure di disuguaglianza e di sostenibilità a lungo termine.
​A Viterbo, il segretario generale della Provincia Francesco Loricchio apre i lavori illustrando come la raccolta ed elaborazione dei dati delle Province possa supportare in modo concreto l’azione dei Comuni, soprattutto nelle aree più fragili. A seguire, la direttrice di Upi Lazio Gaetano Palombelli richiama il BES come “valore pubblico” per i territori e le politiche, mentre la statistica Istat Alessandra Tinto presenta il Rapporto BES 2025 delle Province del Lazio e della Città metropolitana di Roma.

La Tuscia alla prova degli indicatori

Uno dei momenti centrali del pomeriggio è l’analisi degli indicatori BES per la Tuscia, affidata ad Anna Rita Ceccarini, dirigente della Provincia di Viterbo. I dati territoriali, raccolti nel quadro del progetto “Bes dei territori” di Istat, consentono di confrontare Viterbo con le altre province laziali su decine di indicatori che spaziano dalla qualità dell’aria alla partecipazione civica, dalla mobilità alla disponibilità di servizi.
In alcuni ambiti, come la raccolta differenziata dei rifiuti e la gestione di specifici servizi locali, la provincia viterbese mostra performance che si avvicinano o superano le medie nazionali, mentre in altri – ad esempio alcuni indicatori di salute o di efficacia amministrativa – emergono margini significativi di miglioramento. Proprio l’incrocio tra contabilità accrual e indicatori BES evidenzia come la solidità dei bilanci debba tradursi in progetti capaci di incidere sui determinanti concreti del benessere: infrastrutture, servizi di prossimità, coesione sociale.

Province, ASviS e Agenda 2030

Nel programma trovano spazio anche i riferimenti al Rapporto “Territori” dell’ASviS, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile, che da anni analizza il posizionamento di regioni, province e città metropolitane rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030. Manlio Calzaroni, responsabile area Attività e progetti di ricerca ASviS, richiama il ruolo delle amministrazioni provinciali come snodo tra strategie nazionali, PNRR e bisogni reali delle comunità locali.
​In questa prospettiva, la proposta di costituire uffici associati tra Province e Comuni per le funzioni conoscitive – illustrata da Annalisa Chiaretti, dirigente della Provincia di Rieti – punta a rafforzare la capacità amministrativa dei territori, consolidando banche dati e competenze statistiche condivise. La tavola rotonda conclusiva, con la partecipazione di consiglieri provinciali, sindaci e associazioni di categoria, rende evidente come gli indicatori non siano un esercizio tecnico, ma la base per decidere dove investire, quali disuguaglianze ridurre, quali politiche rafforzare.

​Il lascito di Patrizio Belli e le sfide future

La giornata è anche un momento di memoria collettiva dedicato a Patrizio Belli, figura di riferimento per la cultura amministrativa della Provincia di Viterbo. Il suo nome lega idealmente la riflessione sui conti pubblici alla responsabilità verso il territorio, in un momento storico in cui gli enti locali si trovano a gestire contemporaneamente risorse straordinarie e vincoli di bilancio stringenti. Le conclusioni affidate alla rettrice della Tuscia Tiziana Laureti e al presidente della Provincia Alessandro Romoli sottolineano la necessità di trasformare “Cosa raccontano i numeri” in un appuntamento stabile di confronto tra istituzioni, università e professioni. In un contesto in cui il BES è entrato a pieno titolo nella programmazione economica nazionale e il passaggio all’accrual accounting procede in tutta la pubblica amministrazione, la Tuscia punta a non subire il cambiamento, ma a guidarlo, mettendo i numeri al servizio di un benessere più equo e sostenibile.