Il Gruppo Sae (Sapere Aude Editori), holding guidata da Alberto Leonardis, ha sottoscritto un accordo vincolante con la famiglia Olivetti Rason per la cessione del 100% del quotidiano Il Tirreno di Livorno. Il passaggio di proprietà avverrà tramite la holding GIN srl, società fiorentina attiva principalmente negli investimenti immobiliari, finanziari e nella valorizzazione di asset di pregio. L’annuncio formale dell’operazione è giunto martedì 30 giugno 2026, segnando il debutto del gruppo acquirente nel comparto dell’informazione e della comunicazione strategica (in copertina, Pier Ettore Olivetti Rason).
Sae cede il Tirreno alla famiglia Olivetti Rason
Il completamento finanziario dell’operazione, comunemente definito closing, è previsto entro il 30 settembre 2026. I piani industriali prevedono una fase di transizione in cui il venditore manterrà la gestione di alcune attività tecniche. L’azienda guidata da Leonardis fornirà infatti al quotidiano servizi tecnologici transitori, occupandosi della realizzazione di inserti e dello sviluppo di progetti speciali. “Il Tirreno non è soltanto un giornale, ma una parte della storia della Toscana” ha dichiarato Pier Ettore Olivetti Rason, sottolineando la volontà di contribuire al futuro di una testata con oltre 140 anni di storia radicata nel territorio.
La transizione si inserisce in un contesto gestionale complesso. Dieci giorni fa, durante un intervento alla Festa Cisl del Piemonte, il manager della Sae ha definito splendide le relazioni sindacali nella maggior parte delle sue testate, evidenziando però una criticità specifica al Tirreno, legata a un rapporto ritenuto fuori quota tra giornalisti e copie vendute. La dirigenza uscente ha confermato che si sta ragionando sulla cassa integrazione come strumento di tutela, escludendo l’ipotesi di licenziamenti unilaterali. Negli ultimi anni il clima aziendale è stato caratterizzato da contrasti con i rappresentanti sindacali, legati ad esempio alla chiusura della redazione di Viareggio e all’avvicendamento di cinque direttori.
Il venditore aveva rilevato la testata livornese a partire dal 2020 all’interno di una serie di acquisizioni dal Gruppo Gedi, che comprendevano la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, la Nuova Ferrara, la Nuova Sardegna e la Provincia Pavese, prima di espandersi ulteriormente nel marzo scorso con l’acquisto de La Stampa di Torino. Per contro, gli acquirenti vantano un portafoglio patrimoniale diversificato che include strutture ricettive storiche come l’Hotel La Pace di Pisa, lo stabilimento balneare Marechiaro a Forte dei Marmi e l’Hotel Fanes a Cortina, oltre a uffici di rappresentanza a Londra nel quartiere Belgravia, attivi dal 2009 per supportare operazioni internazionali di private equity.