Identità europea

Ecr a Viterbo: radici cristiane e nuove sfide globali al centro del dibattito

Conservatori e istituzioni si confrontano su spiritualità, crisi in Iran e futuro dell'integrazione per un'Europa protagonista sullo scacchiere mondiale

Ecr a Viterbo: radici cristiane e nuove sfide globali al centro del dibattito

Giovedì 5 marzo 2026, la città di Viterbo ha ospitato la conferenza del gruppo europarlamentare Ecr dal titolo “Tra pietra e spirito: valori, radici e tradizioni nel rilancio della competitività e della coesione dell’Europa”.

Durante l’apertura dei lavori, l’eurodeputato Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, ha ribadito come l’obiettivo della delegazione sia orientare le scelte politiche verso un quadro di valori fondativi. “In Europa la cosa che abbiamo in comune è una radice spirituale. Per questo non pensiamo che sia vintage il sentimento religioso“, ha dichiarato il rappresentante di Fratelli d’Italia, sottolineando la necessità di guardare avanti senza rinnegare l’identità storica. Procaccini ha inoltre distinto il concetto di ambientalismo da quello di ecologia, definendo il creato come “casa” e criticando le visioni ideologiche del secolo scorso.

L’analisi del conflitto in Iran e la sicurezza energetica

A margine dell’evento, l’attenzione si è spostata sulla crisi internazionale in Medio Oriente. Procaccini ha espresso apprensione per l’evoluzione del conflitto in Iran, evidenziando le possibili ripercussioni economiche e sull’approvvigionamento energetico per l’Italia. Il parlamentare europeo ha auspicato una risoluzione rapida che eviti l’estensione delle ostilità ad altre nazioni.

Sulla stessa linea, il capodelegazione di FdI-Ecr Carlo Fidanza ha confermato l’impegno italiano per la de-escalation e la sicurezza dei connazionali nell’area. “È importante che l’Iran dismetta le sue velleità nucleari per la sicurezza della regione e globale“, ha affermato Fidanza, ricordando la solidarietà ai Paesi del Golfo sotto attacco e sottolineando la compattezza del centrodestra sulla politica estera.

Verso un federalismo pragmatico e un ruolo globale

Il presidente del Cnel, Renato Brunetta, è intervenuto sollecitando l’Unione Europea a superare la dimensione di semplice mercato per diventare un attore politico protagonista. Citando la metafora del “connecting the dots”, l’ex ministro ha invitato a leggere le crisi attuali come opportunità per costruire decisioni democratiche e solide. Brunetta ha richiamato il concetto di “federalismo pragmatico”, suggerendo l’utilizzo di strumenti come la cooperazione rafforzata per superare le divisioni tra modelli confederali e federali. “L’Europa è il più grande esperimento di democrazia di massa della storia dell’umanità“, ha osservato il vertice del Cnel, dichiarando di riconoscersi, pur da laico, nei valori giudaico-cristiani che animano il dibattito dei Conservatori.

Identità e territorio nelle conclusioni della conferenza

Al tavolo dei relatori sono intervenuti anche Monsignor Mariano Crociata, presidente della Comece, che ha definito il cristianesimo un apporto decisivo per la nascita dell’Unione, e Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera. Rotelli ha rimarcato come l’europeismo debba fondarsi sulla cooperazione tra nazioni consapevoli della propria storia. Dopo il confronto viterbese, moderato dal vicepresidente del Parlamento europeo Roberts Zīle, la delegazione di oltre venti parlamentari europei ha programmato una visita ad Assisi presso le spoglie di San Francesco, figura indicata come simbolo del corretto rapporto tra umanità e natura.