L’Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia della ASL di Viterbo, guidata da Giorgio Nicolanti, attiverà dal primo marzo il test combinato per la diagnosi prenatale. Si tratta di un servizio innovativo, essenziale per la salvaguardia della salute materno-fetale. Questo esame non invasivo viene effettuato nel primo trimestre di gravidanza, tra l’undicesima e la tredicesima settimana, e consente di valutare il rischio di alcune anomalie cromosomiche nel feto, tra cui la sindrome di Down. Il test si basa su un’ecografia specifica, che misura la translucenza nucale, e su un semplice prelievo di sangue materno.
“L’introduzione di questo servizio presso l’ospedale Santa Rosa – commenta Giorgio Nicolanti – rappresenta un significativo passo avanti nell’offerta assistenziale sul territorio. Le future mamme potranno accedere a un percorso diagnostico moderno, sicuro e qualificato, senza la necessità di recarsi in altre strutture, riducendo così disagi, tempi di attesa e mobilità sanitaria”.
Il test combinato permette di identificare precocemente le gravidanze a rischio, consentendo di programmare ulteriori accertamenti specialistici quando necessario, e garantendo un’assistenza personalizzata e informata.
“Questa innovazione – aggiunge il direttore generale della ASL di Viterbo, Egisto Bianconi – sottolinea il nostro impegno nel migliorare continuamente la qualità dei servizi destinati alle donne e alle famiglie del Viterbese, assicurando percorsi di diagnosi prenatale sempre più efficaci, accessibili e in linea con le più recenti raccomandazioni scientifiche. L’obiettivo è offrire alle gestanti un’assistenza completa, vicina e di alto livello, mettendo al centro la sicurezza, l’informazione e la serenità della donna lungo tutto il percorso della gravidanza”.