Il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni, ha sollevato questioni cruciali riguardanti il sistema di emergenza sanitaria durante un incontro con la dirigenza della ASL. Le criticità evidenziate riguardano principalmente i ritardi delle ambulanze e la necessità di potenziare le strutture periferiche per garantire un’assistenza tempestiva e adeguata ai cittadini.
I ritardi delle ambulanze e la “golden hour”
Uno dei principali problemi segnalati da Mengoni riguarda i tempi di intervento delle ambulanze, soprattutto nelle zone più remote del territorio. In particolare, le aree equidistanti tra i vari pronto soccorso, come la parte sud del Viterbese tra il Santa Rosa e l’Andosilla, riscontrano gravi difficoltà. Quando le richieste di intervento si sovrappongono, le ambulanze più vicine potrebbero già essere impegnate in altre operazioni, costringendo a chiamare mezzi da località più distanti. Ad esempio, per i comuni di Ronciglione, Sutri, Caprarola e Capranica, l’ambulanza più prossima potrebbe provenire da Vetralla, con tempi di intervento che superano i 20 minuti, rispetto ai 5 minuti necessari se l’ambulanza partisse da Ronciglione. Questo ritardo può compromettere la “golden hour”, il periodo critico entro il quale è fondamentale intervenire per salvare la vita dei pazienti, soprattutto in casi di infarto, ictus o ischemia.
Il progetto per l’elisoccorso e il potenziamento delle strutture periferiche
Per affrontare queste criticità, Mengoni ha proposto diverse soluzioni. Una delle più innovative è la realizzazione di una base operativa per l’elisoccorso a Ronciglione, attiva 24 ore su 24. Questo progetto è già in fase di autorizzazione da parte della giunta regionale e potrebbe rappresentare un significativo miglioramento nel sistema di emergenza. Inoltre, per ridurre l’affollamento del pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, Mengoni ha suggerito di potenziare le strutture periferiche come i Punti di Assistenza Territoriale (PAT) di Montefiascone e Ronciglione, attivandoli 24 ore al giorno e dotandoli di strumentazione avanzata. Questo intervento potrebbe snellire gli accessi al pronto soccorso del Santa Rosa del 25%, offrendo un presidio sempre presente per le emergenze minori e stabilizzando i pazienti prima del trasferimento in ospedale.
La sfida del personale per le case di comunità
Un altro aspetto critico riguarda le Case di comunità e l’Ospedale di comunità Sant’Anna di Ronciglione. Nonostante i lavori di ristrutturazione siano ultimati, la mancanza di personale qualificato rischia di rendere queste strutture inutilizzabili. Secondo i dati forniti dai tecnici, sarebbero necessarie circa 30 unità per la Casa di comunità e altre 30 per l’Ospedale di comunità. Attualmente, solo una decina di operatori sono presenti, lasciando un vuoto di circa 50 unità. Mengoni ha sollecitato la ASL a includere la copertura di questi posti nel piano assunzioni, ottenendo rassicurazioni sulla riorganizzazione del personale attualmente in esercizio e su nuove assunzioni.