Sanità di prossimità

Farmacie di servizio per prelievi e analisi: la mappa delle zone scoperte in Tuscia

I sindaci della Tuscia si confrontano sul futuro delle farmacie di servizio per garantire assistenza sanitaria nei comuni isolati

Farmacie di servizio per prelievi e analisi: la mappa delle zone scoperte in Tuscia

I sindaci della Tuscia si sono riuniti nuovamente a palazzo Gentili per discutere un tema cruciale per la sanità di prossimità: il futuro delle farmacie di servizio. Questi punti di assistenza sono considerati fondamentali per i residenti dei piccoli comuni isolati, dove spesso mancano ospedali, case di comunità o sportelli CUP. L’obiettivo è trasformare le farmacie in veri e propri centri di prelievo del sangue, analisi delle urine e della glicemia, evitando così agli abitanti lunghi e faticosi spostamenti verso i centri maggiori.

Il piano della asl di viterbo

Durante l’incontro, la direttrice sanitaria della Asl di Viterbo, Assunta De Luca, ha illustrato il percorso intrapreso dall’azienda per creare una nuova rete territoriale di farmacie di servizio. “Stiamo analizzando se le attività sono già attrezzate per offrire questi servizi”, ha dichiarato De Luca. Inoltre, è in corso un dialogo con la Regione per ampliare ulteriormente i servizi offerti, come la possibilità di pagare e prenotare la diagnostica di laboratorio direttamente in farmacia. La Asl è in stretto contatto con le associazioni Federfarma e Assofarma per sollecitare l’adesione delle farmacie a questo progetto.

Le zone ancora scoperte e le soluzioni alternative

Nonostante gli sforzi, la realtà attuale presenta ancora diverse zone d’ombra. Comuni come Lubriano, Marta, Celleno, Canepina, Graffignano, Carbognano e Nepi sono ancora sprovvisti di questi servizi essenziali. La mancanza di punti prelievo pesa quotidianamente sulle fasce più fragili della popolazione, in particolare sugli anziani. Per colmare questi vuoti, la Asl sta lavorando per trovare soluzioni alternative. Se la strada delle farmacie dovesse rivelarsi impercorribile in alcuni centri, l’azienda sanitaria è pronta a studiare altre opzioni per garantire l’accesso ai servizi sanitari. La direttrice De Luca ha assicurato che entro fine anno le farmacie aderiranno al progetto, e nei comuni che rimarranno sprovvisti si troverà comunque un modo per offrire il servizio.

La road map e i prossimi passi

La road map dell’azienda sanitaria prevede che nel giro di dieci giorni le sigle di categoria si attiveranno concretamente, mentre Laziocrea riceverà i nominativi per sbloccare le nuove funzionalità di prenotazione. La volontà locale sembra voler anticipare i tempi rispetto al quadro nazionale, dove per il 2026 l’adesione a questo modello non è ancora considerata obbligatoria. La direttrice De Luca ha espresso fiducia nel progetto, sottolineando che le associazioni hanno confermato l’ingresso delle farmacie entro fine anno. Questo passo avanti rappresenta un’importante evoluzione per la sanità di prossimità nella Tuscia, garantendo ai cittadini un accesso più facile e veloce ai servizi sanitari di base.