Prenotare una visita specialistica a Viterbo continua a rappresentare una sfida per migliaia di cittadini, nonostante le nuove direttive della Regione Lazio entrate in vigore dal primo febbraio 2026. L’obiettivo di snellire le code e ottimizzare le agende non sembra aver sortito gli effetti sperati, con i tempi di attesa che continuano a registrare pesanti ritardi, soprattutto per alcune prestazioni fondamentali.
La situazione attuale
I dati pubblicati sul portale Salute Lazio rivelano una situazione a macchia di leopardo, con alcune prestazioni che rispettano i tempi medi di attesa, mentre altre mostrano ritardi significativi. In particolare, la diagnostica strumentale è quella che risente maggiormente delle criticità. Ad esempio, la colonscopia totale con endoscopio flessibile ha un indice di rispetto dei tempi pari al 57,1%, con attese medie che spesso superano i tre mesi. Situazione simile per l’ecografia muscolotendinea e osteoarticolare, dove l’efficienza non supera il 60,6% e i tempi medi di attesa arrivano a 73 giorni. Anche la diagnostica del capo e del collo si attesta su un indice del 73,5%, segnalando che quasi tre pazienti su dieci non ricevono la prestazione entro i tempi previsti dalla classe di priorità assegnata dal medico.
Le nuove scadenze delle ricette e le soluzioni proposte
Il rallentamento delle liste d’attesa si scontra con la nuova stretta sulla validità delle impegnative. Per le urgenze di classe “U”, la ricetta scade dopo soli 10 giorni, mentre per la classe breve “B” il limite è fissato a 20 giorni. Se il cittadino non riesce a trovare posto tramite il Cup entro queste finestre temporali, il documento perde validità. La soluzione proposta dal sistema per rispettare i tempi potrebbe essere quella di spostare l’utente verso le strutture della Asl Roma 4, costringendo molti residenti della provincia a spostamenti fuori dal territorio per non perdere il diritto alla prestazione.
Le prospettive future
La situazione attuale evidenzia la necessità di un intervento mirato per migliorare l’efficienza del sistema sanitario nella Tuscia. Le nuove direttive regionali rappresentano un passo avanti, ma è chiaro che ulteriori misure sono necessarie per garantire tempi di attesa accettabili per tutti i cittadini. L’integrazione con le strutture della Asl Roma 4 potrebbe essere una soluzione temporanea, ma è fondamentale lavorare per migliorare l’offerta di servizi locali, riducendo così la necessità di spostamenti lunghi e disagevoli per i pazienti.