Oggi, i docenti dell’istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Fabrica di Roma incrociano le braccia, aderendo allo sciopero nazionale indetto dalla Cgil. La loro protesta si concentra contro le recenti decisioni di dimensionamento scolastico intraprese dalla Regione Lazio, che rischia di smantellare l’assetto scolastico attuale. I docenti manifesteranno davanti ai Comuni di Fabrica di Roma, Carbognano e Caprarola, sedi dei plessi coinvolti.
La riorganizzazione scolastica contestata
La miccia che ha fatto scattare la protesta è la delibera del 27 novembre della Regione Lazio, che prevede, a partire dall’anno scolastico 2026-27, il trasferimento del plesso di Caprarola sotto la giurisdizione dell’istituto Virgili di Ronciglione. Questa decisione ribalta l’assetto costruito solo due anni fa, quando le scuole del primo ciclo di Fabrica, Caprarola e Carbognano erano state unificate sotto un’unica direzione, quella del San Giovanni Bosco.
Gli insegnanti esprimono il loro disappunto attraverso un volantino, che sarà distribuito durante la giornata di sciopero, denunciando una decisione “calata dall’alto” e presa “senza ascoltare nessuno”. Nel documento, i docenti sottolineano come il consiglio d’istituto avesse già espresso parere contrario al passaggio a Ronciglione.
Timori per la continuità didattica e l’offerta formativa
Il fulcro delle preoccupazioni dei docenti risiede nella continuità didattica e nella possibile perdita di titolarità, che potrebbe portare a un aumento degli spostamenti tra i vari plessi. Queste modifiche, secondo i docenti, penalizzerebbero soprattutto gli alunni con bisogni educativi speciali, per i quali la stabilità e la coerenza del percorso educativo sono fondamentali.
Nel mirino delle critiche finisce anche il futuro dell’indirizzo musicale di Caprarola, fiore all’occhiello dell’offerta formativa del San Giovanni Bosco, che, secondo i docenti, non è chiaro come verrà gestito dal nuovo istituto. L’apprensione è che l’intera offerta formativa del San Giovanni Bosco possa essere indebolita da una scelta che non tiene conto delle specificità e delle esigenze del territorio.
La voce del consiglio d’istituto
Il consiglio d’istituto aveva espresso la propria contrarietà al trasferimento a Ronciglione manifestando la paura che il lavoro di squadra e di costruzione di una didattica condivisa, avviato con l’unificazione del 2022, possa essere vanificato in pochi mesi. I docenti lamentano che i progetti comuni, l’armonizzazione della didattica e i percorsi innovativi, faticosamente implementati in questi anni, rischiano di essere smantellati.